Il Tirreno

Grosseto

Caos pedane non a norma I commercianti chiedono aiuto

di Andrea Capitani

Argentario, il Comune incontra la popolazione, i titolari delle attività e l’associazione Aipe Gli imprenditori in difficoltà propongono misure di salvaguardia in attesa di una regolamentazione

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MONTE ARGENTARIO. «L’associazione commercianti (Aipe) chiede di ribadire l’appoggio e la fiducia alle attività di Porto Ercole, per permettere di investire in serenità per la riqualificazione dell’offerta turistica». Periodo delicato per negozianti e gestori di Porto Ercole che, nell’ultima riunione tenuta dall’amministrazione comunale con la popolazione, hanno chiesto al sindaco Arturo Cerulli e alla sua giunta un appoggio anche a livello “legislativo” per superare situazioni pendenti come, ad esempio, quelle di alcuni ristoranti che non avrebbero pedane a norma.

«Chiediamo all’amministrazione di verificare la possibilità di fare una sorta di decreto di salvaguardia - hanno detto i commercianti dell’Aipe - come fu per le concessioni demaniali presenti sugli specchi d’acqua, per sospendere i decreti ingiuntivi in essere in attesa di una regolamentazione che permetta ai conduttori della attività produttive di presentare progetti di fattibilità per pedane, tettoie, tendaggi e altro. Bisognerebbe anche stabilire le linee di demarcazione demaniali del lungomare, perché per molte attività questa potrebbe essere una situazione risolutoria».

«Che appoggiamo le attività commerciali è scontato - ha risposto il primo cittadino - Esiste però anche la legge e non possiamo farne a meno. Abbiamo impostato il mandato secondo criteri che vogliamo mantenere. Il nostro appoggio consiste nel cercare insieme delle soluzioni. Anche a Grosseto e Follonica, ad esempio, sono state affrontate queste situazioni, così come altre attività si sono rimesse in regola a Porto Santo Stefano, mettendo gli ombrelloni».

Le ordinanze di demolizione delle pedane a Porto Ercole risalgono al marzo del 2015, ma i gestori hanno poi fatto ricorso al Tar.

«Sono state fatte le stagioni 2015 e 2016 nonostante gli ordini di demolizione, perché l’Italia permette di fare i ricorsi. Non siamo stati con il fucile puntato, ma sono passati quasi due anni, non si può rinnovare la concessione demaniale perché devono demolire. Ripeto, non c’è stato nessun accanimento, ma ci sono atti da rispettare».

E la norma di salvaguardia chiesta dai commercianti? «Per adesso non sapremmo come farla - ha aggiunto il sindaco - se le cose sono illegittime vanno sistemate. Adesso stiamo facendo il nuovo piano regolatore del porto dove saranno definite anche le linee del demanio marittimo. Con il piano regolatore si possono poi fare delle norme per salvaguardare le attività e dare le concessioni in abito demaniale portuale. In ogni caso, fare delle sanatorie sulle situazioni presenti è impossibile. Inoltre, per aiutare le attività commerciali servirà anche un parcheggio servito da navette».

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