Il Tirreno

Grosseto

Un nuovo cda dopo la bufera all’Ato

di Gabriele Baldanzi
Un nuovo cda dopo la bufera all’Ato

Il sindaco di Arezzo aveva chiesto il commissariamento: Roberto Paolini e Riccardo Panichi sono stati confermati

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SIENA. Ieri l’assemblea dei soci di Sei Toscana ha individuato i componenti del nuovo consiglio di amministrazione della società. Sono Alberto Busi, Paolo Cenderelli, Stefano D'Incà, Alessandro Frosali, Rossana Landini, Marco Mairaghi, Gianfranco Saetti, Roberto Paolini e Riccardo Panichi (quest’ultimi gli unici due membri confermati del precedente cda, quello nominato lo scorso 16 maggio).

Sempre ieri l’assemblea dei soci ha dato delle indicazioni di massima in merito alle nomine del presidente e dei due vice presidenti, nomine che saranno effettuate giovedì 15 dicembre, quando è convocata la prima riunione del nuovo cda della società. Nei giorni scorsi l'Ato Toscana Sud aveva chiesto, anzi preteso, «una nuova gestione senza ombre e, soprattutto, capace di rispettare gli accordi presi con la gara».

Non si concretizza, quindi, la richiesta che era stata avanzata con forza dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, nella sua veste di presidente dell’assemblea dell’Ato Toscana Sud: quella del commissariamento di Sei. A questa ipotesi si erano opposti diversi sindaci, tra cui quello di Civitella-Paganico Alessandra Biondi. Un testa a testa aspro quello tra il presidente dell’assemblea dei comuni soci dell’Ato - Ghinelli - e alcuni colleghi (per la maggior parte di centrosinistra).

Il primo cittadino di Arezzo aveva chiesto di votare una mozione per richiedere il commissariamento di Sei e subito dopo affidare la nomina del nuovo cda al prefetto di Siena. Ma nel corso dell’ultima assemblea dei soci di Ato Toscana Sud, non a caso, era mancato il numero legale per avviare la votazione. In questa fase agli amministratori dei Comuni che si riuniscono nell’assemblea dell’Ato spetta un compito molto delicato. Pressione, controllo, ma anche cautela. Proprio Alessandra Biondi, nei giorni scorsi, aveva espresso le sue perplessità sulla forzatura di Ghinelli: «A che titolo e sulla base di quali elementi chiediamo il commissariamento? Abbiamo valutato il rischio di un’eventuale richiesta danni da parte della società nei confronti di Ato? Quali conseguenze potrebbe avere il commissariamento sull'attuazione degli impegni di gara da parte di Sei Toscana?». Presto i Comuni verificheranno i Pse e approveranno le tariffe 2017. Un processo dal basso senza omissioni e incomprensioni, con un ruolo sempre più importante alle Aree omogenee di raccolta. Tutto, lo ricordiamo, nasce dalla bufera che ha riguardato nelle scorse settimane l’Ato Rifiuti, con l’arresto del direttore Andrea Corti. Resta aperto, nel frattempo, il capitolo Anac, l’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che ha avviato un procedimento di amministrazione straordinaria nei confronti di Sei Toscana.

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