Il Tirreno

Grosseto

La Maremma è scivolata di 21 posizioni

di Enrico Pizzi

Qualità della vita: le classifiche del Sole 24 Ore disegnano una provincia anziana e poco propensa all’innovazione

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La provincia di Grosseto a metà classifica, nella graduatoria delle province italiane che Il Sole 24 Ore stila misurando la qualità della vita: 51° posto, per la Maremma, dopo uno scivolone di 21 posizioni rispetto al 2015, ottava posizione tra le 10 province toscane, seguita solo da Prato e Pistoia.

Pesano da una parte gli aspetti demografici - anzianità della popolazione e scarsità delle nascite - ma anche il basso numero dei laureati, la poca propensione all’innovazione e la carenza di infrastrutture immateriali come la banda larga. Grosseto crolla. Dunque, la provincia di Grosseto crolla, nella valutazione della qualità della vita, dalla 30ª posizione dell'anno scorso alla 51ª quest’anno. Per la cronaca in testa balza Aosta, seguita da Milano e Trento. Prima fra le toscane, Firenze, al sesto posto, Siena 11ª, Livorno 14ª, Pisa al 31° posto, Arezzo al 34° e Lucca è 36ª. Massa-Carrara è 49ª, al 53° posto Prato, Pistoia 61ª.

Cultura, tempo libero e partecipazione. È uno dei sei macroindicatori in cui la provincia di Grosseto fa segnare il risultato migliore, con la 34ª posizione. La Maremma eccelle, al quarto posto, per la presenza di bar e ristoranti, 940 ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 643. Sopra la media, seppure non di molto, anche gli ingressi agli spettacoli: 3.914 ogni mille abitanti contro 3.267 si media nazionale.

Giustizia, sicurezza e reati. La 34ª posizione ottenuta dalla provincia di Grosseto mostra che la sicurezza non è davvero il problema dei problemi per la Maremma. Certo, per i furti in abitazioni la provincia di Grosseto è 89ª in classifica, con 540 furti ogni 100mila abitanti nel 2015, contro una media nazionale di 372, ma è 12ª per incidenza di furti d’auto e a metà classifica, con numeri inferiori alla media nazionale, per quanto riguarda rapine, scippi e borseggi. Sopra alla media nazionale, seppure di poco, le truffe e le frodi informatiche. Fa pensare, invece, il dato relativo alla lentezza della giustizia, con il 41% di cause che vanno avanti da oltre tre anni sul totale di quelle pendenti, voce che vede la provincia di Grosseto al 98° posto.

Ambiente, servizi e welfare. È il macroindicatore in cui Grosseto ottiene il risultato peggiore: 64ª posizione. Pesano la scarsa copertura della banda larga - 102ª posizione con l'84% della popolazione raggiunta contro la media nazionale del 93% - ma anche il basso livello della spesa sociale pro capite (17 euro contro 41 della media nazionale) che vede la provincia di Grosseto al 95° posto. Appare curioso il 15° posto della provincia di Grosesto per presenza di sportelli bancomat e pos: 45 ogni mille abitanti, mentre la media nazionale si ferma a 32.

Demografia. Unico dato positivo in questo macroindicatore, che vede la provincia di Grosseto in 63ª posizione, è quello che riguarda la densità della popolazione: meno di 50 abitanti per kmq contro una media nazionale di 262 e il quinto posto nella classifica generale. Destano preoccupazione sia il tasso di natalità (95ª posizione) che l'indice di vecchiaia (100ª posizione), che sono rispettivamente molto al di sotto e molto al di sopra delle medie nazionali. Preoccupante, poi, l’84ª posizione per numero di giovani laureati.

Affari, lavoro e innovazione. In questo macroindicatore, che vede la Maremma 46ª, si registrano anche la migliore e la peggiore prestazione. C’è, infatti, un terzo posto per numero di imprese registrate ogni 100 abitanti, ma anche la 106ª posizione per la presenza di stat-up innovative ogni mille imprese. Negative anche le prestazioni di export (87ª posizione) e numero di richieste di brevetti (83ª posizione).

Reddito, risparmi consumi. La provincia di Grosseto è 51ª in questo macroindicatore. Colpisce, ma non meraviglia, la nona posizione per quanto riguarda il patrimonio immobiliare residenziale pro capite, con un valore di 76mila euro contro una media nazionale inferiore ai 50mila euro. Il resto è nella media, a parte i depositi bancari, che sono inferiori ai 16mila euro pro capite contro gli oltre 19mila della media nazionale, e poi la voce dei protesti: 87ª posizione con oltre 4mila euro pro capite mentre la media nazionale è inferiore ai 3mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web