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Predazioni: «Dalla Regione solo spiccioli»

Predazioni: «Dalla Regione solo spiccioli»

Magliano: Comune e allevatori sostengono che le ultime iniziative di Firenze non sono risolutive

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MAGLIANO IN TOSCANA. Non convincono né gli amministratori né gli allevatori le ultime novità che arrivano da Firenze sulla questione predazioni. «Non ci metteranno la museruola – dice Mirella Pastorelli, vicesindaca di Magliano in Toscana – per un pugno di risarcimenti. Se la regione Toscana pensa di chiudere la questione così, sbaglia. I risarcimenti sono pochi e gli allevatori pretendono che il problema sia risolto alla radice».

La Regione Toscana ha messo a disposizione 700.000 euro – in aggiunta al precedente stanziamento di 400.000 euro – per risarcire gli allevatori dei danni subiti dai predatori: la vicesindaca, che è anche assessora alle predazioni è dal 2012 che sta cercando di ottenere qualcosa di più dalla Regione toscana e dal governo. Per adesso c’è poco sul piatto: «Cominciammo noi – dice – a sollevare la questione risarcimenti e predazioni a Manciano, nel 2012, con un convegno dove chiedemmo alla Regione di riattivare i risarcimenti che erano stati stoppati. Anche in quella circostanza si disse chiaro e tondo che i risarcimenti non erano la soluzione definitiva e che gli allevatori avevano diritto a lavorare in pace, senza il terrore continuo che le greggi vengano predate. Nel corso del tempo riuscimmo pure ad arrivare a interfacciarci con il ministero per chiedere di togliere dal territorio almeno le centinaia di ibridi che minacciano le aziende. Ricevemmo il sì del ministro della tutela del territorio Gian Luca Galletti, che ci promise di affrontare il problema alle radici. Ad oggi di quella promessa non resta nulla. Qui le predazioni continuano e anche più di prima. Sembra che alle istituzioni questo non interessi. Anzi c’è qualcuno che ora si riempie la bocca perché c’è stato un piccolo stanziamento risarcitorio che non soddisferà nessuno. Fummo noi a sollevare il problema nel 2012 – continua Pastorelli – e certo non pensavamo di chiuderla così, senza valutare i danni indotti e senza riconsiderare l’ipotesi di liberare il territorio da questi animali. Sembra che a nessuno interessi tenere in ordine, evitare dissesti idrogeologici e incendi, mantenere posti di lavoro. Ci mettono una pezza e via».

La durissima presa di posizione di Pastorelli è sostenuta da un gruppo di allevatori storici: «Questi soldi stanziati – dicono – devono essere divisi fra oltre 600 aziende. Non servono a coprire nemmeno un decimo delle perdite di ciascuna. Chiediamo: restando in vigore la famigerata regola del de minimis, per cui non si possono avere più di 15.000 euro in tre anni, ci saranno aziende che in questo frangente non prenderanno nemmeno un euro. I danni, per le nostre imprese, vanno ben oltre 15.000 euro in tre anni. Qui si tratta di decine e decine di capi persi che nessuno intende risarcire. E il pregresso, poi?».

Le risorse impegnate dalla Regione consentiranno di risarcire le domande presentate nel 2015 e una prima parte di quelle del 2016: 616 le domande di risarcimento, di cui il 60% arriva dalla provincia di Grosseto, il restante 40% da tutta l’area appenninica: e questo dimostra che esiste un “caso lupo” tutto grossetano, la cui soluzione è lontana. (f.b.)

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