Il Tirreno

Grosseto

La povertà è donna, italiana e con figli

di Paola Villani
La povertà è donna, italiana e con figli

Il rapporto della Caritas racconta le difficoltà delle famiglie: oltre 20.000 pasti distribuiti in un anno a Follonica

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FOLLONICA. Donna, italiana, sposata, disoccupata: questo l’identikit dell’utente medio che nel 2015 si è rivolto alla Caritas follonichese.

I numeri raccolti dai volontari che ogni giorno sono in prima linea per aiutare il prossimo raccontano purtroppo una situazione difficile, che non tende a migliorare. Sono cifre quelle che si leggono nel rapporto annuale sulla povertà dalla Diocesi di Massa Marittima e Piombino del 2015 che parlano da sole: 20.189 pasti distribuiti alla mensa dei bisognosi di Follonica, mentre i pacchi alimentari consegnati nella sede della San Vincenzo de Paoli in via Serri sono stati 2.699. Numeri che non accennano a diminuire ma anzi restano costanti anche nel 2016. Il bilancio è stato reso noto da Lionello Ridi, direttore della Caritas e da Sergio Pieri, responsabile del Coordinamento delle opere caritative. Un dato preoccupante riguarda le consulenze e i servizi offerti alla popolazione. Molte sono le persone che ogni giorno si rivolgono ai volontari per necessità varie: di queste la maggior parte sono italiane e hanno figli. Altra caratteristica che emerge dal report è quella relativa alle donne: sono loro a rivolgersi di più ai centri di aiuto spesso perché divorziate o separate e senza lavoro con dei bimbi da mantenere. «L’utente medio è italiano (55,83%), di sesso femminile (55,01%), coniugato (52,04%), disoccupato (53,98%), in cerca di viveri (50,56%) e sussidi economici (47,2%)», spiegano i volontari. A Follonica sono state 223 le persone che hanno usufruito dei pacchi alimentari per un totale di 2.699 sacchi consegnati in un anno. I più sono italiani: 131, a fronte dei 92 stranieri. Altro supporto fondamentale quello offerto alla Colonia Marina d’inverno per i senza tetto che hanno bisogno di un posto al caldo dove dormire. Dall’ottobre 2015 all’aprile 2016 (periodo di attività del servizio) sono state 1.482 le persone che hanno usufruito del progetto “Povertà estreme-emergenza freddo”. Oltre 800 invece sono coloro che hanno avuto bisogno di vestiario, mentre sono stati centinaia gli interventi concreti per sostenere situazioni di disagio economico o emergenze abitative. Quasi 50 le persone che per la prima volta si sono rivolte al Centro d'ascolto di via Serri, su un totale di 240 utenti annuali. Come negli anni passati si conferma la diminuzione del numero di stranieri che si rivolgono ai volontari: per la Caritas questo dato è dovuto dal fatto che sempre meno migranti restano in Italia ma preferiscono andare all'estero in cerca di lavoro. Si è rafforzata poi la collaborazione con Asl, servizi sociali e Comune: questo ha permesso al centro di diventare più efficiente nello smistare le richieste di aiuto. Al tempo stesso è aumentato il numero dei contatti, cioè il numero di volte in cui le persone bisognose richiedono interventi.

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