Il Tirreno

Grosseto

La Laguna di Orbetello stupisce con un Natale in rosa

Giovanna Mezzana
La Laguna di Orbetello stupisce con un Natale in rosa

Una mattinata trascorsa spiando i fenicotteri con gli ornitologi Wwf. Il miracolo si ripete: migliaia di uccelli trampolieri passano l'inverno in Maremma. E' il momento di godersi lo spettacolo

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ORBETELLO. A Orbetello, un biologo romano, Marco Scutellà, ha ritrovato il “suo” fenicottero dopo 25 anni. È una storia di Natale in riva alla Laguna, habitat umido sulle rotte migratorie degli uccelli trampolieri, oasi Wwf di status comunitario. La silhouette dei pink flamingo (così li chiamano gli anglosassoni) quest’anno fa persino da angelo custode all’abete natalizio cittadino: i fenicotteri sono il simbolo di Orbetello e lo sono ancora di più della Laguna in veste invernale. È il momento migliore – questo – per godere del caleidoscopico spettacolo che regala la loro presenza.

Giovedì 8 dicembre si è svolto il Feni Day, giornata dedicata alla “conta” dei “fiamminghi” (il loro nome retrò) che svernano nelle oasi della Maremma, e alla lettura degli anelli colorati che hanno alla gamba: sono una sorta di carta d’identità che racconta da quale paese del Mediterraneo arrivino. Il Feni Day 2016 era un memorial dedicato a Fausto Corsi, professore dell’istituto tecnico agrario di Grosseto, scomparso a primavera e tra i fondatori del Gruppo ornitologico maremmano. Al Feni Day 2016 c’era anche Il Tirreno.

Le squadre. Sono tante le associazioni che hanno aderito a questa iniziativa: Alv, Cot, Ebn Italia, Gom, Lipu, Wwf. Noi abbiamo appuntamento per le 9 all’oasi del Wwf di Burano. Siamo una quindicina, ma altri volontari si aggiungeranno sui luoghi di osservazione. Fuori gli attrezzi del mestiere: cannocchiali professionali e binocoli, macchine fotografiche che montano maxi teleobiettivi. Alle 9.30 si parte. Ogni squadra ha la sua destinazione. Una rimarrà nell’oasi di Burano. L’altra raggiungerà la Laguna di levante e osserverà i fenicotteri dalla Feniglia.

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E poi c’è quella capitanata da Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma, a cui ci aggreghiamo, che mapperà il ponente della Laguna. Contemporaneamente la stessa attività è svolta al padule di Scarlino, alla Diaccia Botrona, alla Trappola, e – nel Livornese – al padule di Bolgheri e nell’oasi di Orti Bottagone. Tutte le energie degli ornitologi, delle guide ambientali e di tanti volontari saranno convogliate per censire la popolazione di fenicotteri e leggere gli anelli: è grazie ad uno di essi che il biologo Scutellà ha ritrovato un fenicottero che aveva seguito mentre scriveva la sua tesi di laurea dedicata agli uccelli con il collo ad ansa.

Primo osservatorio. Arriviamo ad Orbetello. E ci fermiamo ad un capanno-osservatorio di fronte all’ospedale. Cianchi posiziona il super cannocchiale. Michela Tondo, insegnante e guida ambientale, ha carta e penna in mano: appunta i numeri che Fabio le sussurra. Alessandra Caponi, responsabile Centro educazione ambientale Casale Giannella, imbraccia il binocolo. Noi, invece, rimaniamo semplicemente a bocca aperta. «599 esemplari» è il primo dato. Solo un anello, visibile ma non leggibile: troppo sporco. È blu, colore identificativo dell’Italia: quel flamingo potrebbe essere nato proprio qui o a Comacchio. Oh-oh: «C’è un fenicottero giovane» dice Cianchi. Ha le piume grigie, infatti: ci impiegherà cinque anni prima di poter sfoggiare la mise in rosa. Ce n’è un altro con l’anello! È giallo: arriva dalla Francia, forse dalla Camargue, il loro regno, la colonia più popolosa. Usciamo dal capanno e ci avviciniamo un po’ di più all’acqua. Da qui lo spettacolo è addirittura migliore: Cianchi poggia la nostra macchina fotografica sullo schermo del cannocchiale e ci fa qualche scatto. Un cormorano vola su di noi e poi là – «Guardate!» – c’è un airone cinerino. Questa è poesia. Stiamo per spostarci, e arriva un sms con foto dalla squadra di Burano: «Hanno avvistato un tarabuso – ci annuncia Fabio – che c…», difficilissimo vederlo, si nasconde tra i canneti.

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L’isolotto. Percorriamo la strada degli Orti. Ci posizioniamo davanti all’isolotto che ospita la prima garzaia di airone cinerini e garzetta di Orbetello. «Laggiù!»: cinque fenicotteri volano a pelo dell’acqua. Lo Spettacolo della Natura. Ed ecco una batteria di pettegole… e un fenicottero bianco-grigio vola proprio sulle nostre teste: è un altro giovane. In lontananza, proprio davanti all’isolotto, aironi bianchi maggiori fanno colazione a base di pesce: è una danza sull’acqua. Canta il ciurlo, il più grande tra i trampolieri, con il suo becco ricurvo: ma non lo vediamo, chissà dov’è. Ecco i dati: 800 esemplari circa, ma mancano tutti quelli oltre l’isolotto. Fabio intanto avvista gli anelli: sono bianchi, arrivano dalla Sardegna (che ha un colore identificativo diverso rispetto al resto dell’Italia); gialli, quindi dalla Francia; rossi, ovvero dalla Spagna. Di alcuni sono visibili le “stringhe” degli identikit: Fabio aguzza la vista e riesce a leggere quattro codici.

La vie en rose. Nuova postazione, sempre lungo via degli Orti. Siamo sotto le tamerici. Ed ecco le allegre spatole. Parliamo di fenicotteri con Alessandra. Scopriamo cose assai curiose. Che stanno qui da novembre a febbraio, poi si spostano «ma lo fanno per pura convenienza – ci fa sorridere Alessandra – Potrebbero rimanere in Italia, le temperature non sono così diverse dal Marocco». Che hanno abitudini particolari: migrano di notte, la sera non ci sono e all’alba te li trovi tutti lì. E che un fenicottero può vivere fino a 80 anni. Fabio intanto è impegnato in altri punti di osservazione.

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Ecco quanti sono. Noi dobbiamo congedarci: e vorremmo rimanere lì per sempre. Poi sentiremo Cianchi per telefono e i numeri del censimento confermano il prezioso patrimonio in rosa che della Maremma: 3.000 flamingos contati sulla Laguna, 1.000 alla Diaccia Botrona, 300 a Burano, per dare un’idea. Questi numeri – insieme a quelli della conta periodica di metà mese (la prossima, il 17 dicembre) che riguarda tutte le specie di volatili – saranno portati all’International Waterbirds Census, il censimento internazionale degli uccelli acquatici che in Maremma si svolgerà il 14 e il 15 gennaio.

Il futuro. A Orbetello i fenicotteri nidificarono per la prima volta nel ’94: miracolo che purtroppo non si è ripetuto. Troppi rumori e l’acqua della Laguna che si è innalzata. Mentre lasciamo questo luogo di Grande Bellezza pensiamo a come sarà la Laguna tra un decennio. Pensiamo alla futuribile autostrada Tirrenica e all’incontro che il 13 dicembre il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, di Magliano Diego Cinelli e di Capalbio Luigi Bellumori avranno a Roma. E pensiamo che il problema del pedaggio, che i residenti dovranno sborsare qualora il Corridoio Tirrenico diventi realtà – e per cui i sindaci promettono battaglia – sia veramente un’inezia rispetto a ciò che rischiamo di perdere.

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