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Al Casalone nascerà una casa di riposo
Vannozzi (presidente del comitato di quartiere) trasformerà il suo palazzo in Rsa: in arrivo 32 posti letto per anziani
GROSSETO. Ha accudito in casa per 23 anni sua mamma malata finché lei non è morta nel 2013. Un’esperienza di vita intensa e dolorosa, che pian piano è diventata la molla per avviare un progetto umano e professionale in cui crede molto: costruire una casa di riposo e Rsa (residenza sanitaria assistita) per anziani.
Il progetto sta prendendo forma alle porte di Grosseto, nella zona del Casalone, in fondo a via Davide Lazzeretti, al numero 36, e vedrà la luce a primavera. Lui è Massimo Vannozzi - 60 anni, grossetano e presidente del Comitato di quartiere - che con sua moglie Gloria Bartolozzi ha deciso di mettere a disposizione un proprio immobile a fini sociali e sanitari. Un’impresa privata ma con valenza pubblica; un investimento economico importante. La Rsa nascerà sì in forma privata (primo caso a Grosseto; altre due strutture pubbliche sono la casa di riposo Ferrucci e una piccola Rsa a Villa Pizzetti) con l’obiettivo però di accreditarla con la Regione Toscana e allacciare una convenzione con il Comune di Grosseto. Il progetto è pronto e domani inizieranno i lavori di ristrutturazione per dare un nuovo volto all’immobile. L’intervento dovrebbe concludersi a maggio 2017: per quella data la città dovrebbe battezzare la sua nuova casa di riposo.
I promotori. Massimo Vannozzi, grossetano classe ’56 e da sempre attivo nel mondo dell’informatica e dei software aziendali, e sua moglie Gloria, originaria del Mugello, vivono in città da sempre. Hanno un figlio di 27 anni, farmacista. «La scintilla per questo nuovo progetto - racconta lui - è stata la dolorosa malattia di mia mamma: un’esperienza sofferta che ha messo a durissima prova me e mia moglie. Per 23 anni l’abbiamo curata nella nostra casa. Mia mamma è morta nel 2013; da allora abbiamo in qualche modo pensato di mettere a frutto la nostra esperienza di vita per altre famiglie che ne avessero bisogno»; il tutto avvalorato dal fatto che a Grosseto - fatto un rapido monitoraggio - «ci è parsa esistere una sostanziosa richiesta di strutture del genere». Ve ne sono già due pubbliche, ma l’arrivo di un’altra (che benché privata punta ad accreditarsi anche nel “pubblico”) «può in qualche modo essere di utilità sociale per l’intera città», dice Vannozzi. È nata da qui l’idea, covata da un bel po’ di tempo, con l’annesso percorso burocratico che sta proseguendo: la struttura partirà dunque in via privata e «successivamente chiederemo l’accreditamento alla Regione toscana» in modo tale che i futuri e anziani degenti - se la struttura otterrà l’accreditamento e i pazienti ne avranno i requisiti - possano mensilmente usufruire del pagamento di metà quota da parte della sanità pubblica (l’altra metà resta a carico del privato). La struttura. La rsa/casa di riposo nascerà in un ampio immobile di proprietà di Vannozzi: saranno 1100 metri quadrati distribuiti su due piani, 8 camere da letto doppie per 32 posti letto in tutto (16 nel piano terra, altri 16 in quello superiore), più 1000 metri quadrati di corte esterna destinati a giardino. La parte destinata a casa di riposo ospiterà anziani autosufficienti; la rsa anziani non autosufficienti. Il personale impiegato sarà attinto anche dalle cooperative sociali. Già stretti gli accordi con l’azienda che si occuperà dei pasti. La struttura dovrà essere confacente al regolamento attuativo della Regione toscana e avere naturalmente tutte le autorizzazioni del caso dal Comune. L’obiettivo è anche quello di stringere una convenzione col Comune stesso; ma già il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - dice Vannozzi - si è dimostrato «entusiasta e contentissimo per l’iniziativa di questo imprenditore che si è messo in gioco per questa città».
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