Il presidio
Raccolte 153 firme contro furti e rapine
Vaccaro: «Mia madre di 91 anni è stata derubata e uccisa: siamo privi di tutele» La petizione è stata consegnata in Comune: lo scopo è incontrare il prefetto
GROSSETO. Stanchi e delusi, mossi da un forte sentimento di insicurezza, hanno raccolto e consegnato in Comune 153 firme. L’obiettivo è incontrare il prefetto di Grosseto Cinzia Torraco.
A promuovere il tutto sono i due grossetani Simone Falini, titolare del supermercato Simply in piazzetta Lulli, e Marco Vaccaro, 55 anni, titolare di un’agenzia di viaggio in via Tripoli e figlio della 91enne morta dopo una rapina nella sua casa della Rugginosa il 5 ottobre. Una richiesta d’aiuto alle istituzioni di cui si lamenta «silenzio e indifferenza», dopo le decine di furti subiti nel supermercato (nel caso di Falini) e soprattutto la rapina sfociata in morte nel caso di Vaccaro.
Era il 5 ottobre quando Maria Rocca Vaccaro, 91 anni, sola nella sua abitazione della Rugginosa si è trovata a tu per tu con i ladri. Una dinamica ancora da decifrare: l’anziana è stata trovata in coma dalla badante la mattina dopo, colta da un’emorragia cerebrale. Non si è più svegliata: è morta dopo due giorni all’ospedale di Grosseto. Il figlio Marco è convinto che sia stata soffocata con il cuscino e attende l’esito dell’autopsia. I carabinieri hanno avviato le indagini e la villetta è stata posta sotto sequestro. I sigilli sono sempre al loro posto.
A novembre la raccolta firme è stata avviata e portata avanti per due settimane da Marco Vaccaro e Simone Falini, che hanno incrociato il loro cammino proprio in quest’occasione, senza prima conoscersi e pur provenendo da storie e strade differenti. «Avevo saputo che un ragazzo (Simone Falini, ndr) aveva iniziato a raccogliere firme nel suo supermercato dove i furti sono all’ordine del giorno - racconta Vaccaro - Così l’ho contattato e ho deciso di fare la stessa cosa». Simone e Marco hanno iniziato a raccogliere firme ognuno all’interno della propria attività - il supermercato e l’agenzia di viaggi - dove molti cittadini hanno risposto all’appello e sono andati a firmare. Le 153 sigle raccolte in queste settimane sono state recapitate in questi giorni in Comune all’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti. Lunedì ci sarà un incontro in Comune; lo scopo di questo «primo approccio - continua Vaccaro - è quello di chiedere un incontro al prefetto. Vogliamo più tutele e prevenzione; vogliamo capire se siano possibili interventi più rapidi ed efficienti dopo il crimine. Io vorrei capire come si stanno muovendo le indagini sulla morte di mia madre, di cui non sappiamo nulla». Vaccaro è sconcertato su questi due mesi trascorsi dopo la rapina, sui quali peraltro ha già espresso disappunto e un forte senso di sfiducia e impotenza. «Mia madre è stata uccisa con una violenza cieca e brutale. Siamo sfiduciati, non ci sentiamo tutelati dallo Stato, non comprendiamo come procedono le indagini e cosa si sta muovendo». La casa - racconta Marco - è sempre sotto sequestro. «A fine novembre ho avanzato istanza di dissequestro e tra l’altro - tiene a raccontare lui - quando sono andato in Procura a consegnare la lettera o e ho chiesto una sorta di “ricevuta”, per avere una semplice fotocopia della lettera che avevo portato ho pagato 3,84 euro di marca», il che (racconta) è una piccola cosa ma comunque «indicativa» di quelli che ritiene eccessi della burocrazia. Nella casa alla Rugginosa, la scena del crimine è ferma a due mesi fa: porte sfondate, vetri in terra. «Vorremmo tornare in possesso della casa, quantomeno per evitare che continui a piovervi dentro. Anche il magazzino al piano terra, dove i malviventi non sono entrati né le forze dell’ordine per le indagini, è sotto sequestro. Forse per Natale potremo avere il regalo di veder tolti i sigilli».
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