Il Tirreno

Grosseto

Pedane, è guerra di ricorsi

di Andrea Capitani
Pedane, è guerra di ricorsi

Argentario, attività commerciali in fermento tra ingiunzioni di demolizione e sentenze del Tar

2 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. Tra ingiunzioni di demolizione, ricorsi al Tar e sentenze, a Porto Ercole si ricomincia a parlare delle pedane delle attività commerciali. Ultima in ordine di tempo è la sentenza del tribunale amministrativo della Toscana sul ristorante La Pinta che, dopo il ricorso perso contro il Comune di Monte Argentario, si è visto ordinare la chiusura immediata.

Fermento anche in altri locali sul lungomare Andrea Doria, per i quali sono ancora in corso i procedimenti di fronte al Tar dopo le ingiunzioni di demolizione presentate dal Comune ormai diversi mesi fa.

L’argomento, che sarà quasi certamente trattato nella prossima assemblea pubblica tra amministrazione e cittadini che si terrà a Porto Ercole lunedì alle 21 nella sala consiliare nell’ex scuola elementare, torna dunque a far parlare dopo un periodo di impasse, in attesa di conoscere il responso dell’organo giudiziario amministrativo. L’incontro sarà comunque un vero e proprio confronto sul presente e sul futuro del promontorio e sarà anche occasione per fare il punto sui lavori già avviati e sui progetti da attuare da qui alla fine del mandato dell’attuale amministrazione.

Proprio il sindaco Arturo Cerulli si è espresso in merito alla situazione presente nelle attività commerciali portercolesi e sulla regolarizzazione delle pedane e delle strutture temporanee. «Questa è una problematica che avevamo già affrontato e risolto in passato anche a Porto Santo Stefano - commenta il sindaco Arturo Cerulli - La legge va seguita e non possiamo fare come ci pare, ma cerchiamo di salvaguardare il più possibile le attività commerciali sempre rispettando la legge. Vediamo, noi cerchiamo ovviamente di minimizzare le difficoltà nei confronti dei commercianti. L’ordinanza fatta diverso tempo fa diceva che alcune pedane vanno demolite, ma nel frattempo ci sono stati ricorsi al Tar e altre situazioni in essere da espletare».

Novità degli ultimi giorni è quella del ristorante La Pinta, che si è vista recapitare dal Tar, proprio per questo motivo, un’ordinanza di chiusura immediata dell’attività di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, bocciando il ricorso presentato dalla proprietà dell’attività commerciale situata sul Lungomare Strozzi.

Il ricorso era stato presentato contro il Comune di Monte Argentario in seguito a un’altra ordinanza emessa nel mese di ottobre, nella quale venivano revocati i titoli abilitativi necessari per il proseguo dell’attività lavorativa.

Tra le motivazioni rilasciate dal Tar, quella che «la parte ricorrente non ha per nulla dimostrato che il manufatto in cui è destinata ad essere svolta l’attività in discorso sia attualmente fornito del requisito della conformità edilizia, anche con riferimento alla canna fumaria».

Oltre all’ordinanza di chiusura dell’attività, la proprietà del ristorante è stata anche condannata al pagamento delle spese legali dell’ultima fase cautelare, che ammontano a 1000 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera