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Omicidio premeditato, perizia psichiatrica per Gino
Il nipote sarà giudicato con il rito abbreviato davanti al gup di Piacenza
PIACENZA. Udienza lunghissima, sfibrante: oltre sette ore di confronto tra accusa e difesa, oltre sette ore di botta e risposta tra il sostituto procuratore Roberto Fontana e i difensori, l’avvocato Sandro Nunzi di Follonica per Gino Laurini e l’avvocato Giampaolo Ronsisvalle di Modena per la madre di lui, Maria Grazia Guidoni. Entrambi accusati di omicidio volontario: vittima Giuseppina Pierini, 63 anni al momento della scomparsa, madre di Maria Grazia e nonna di Gino. Sarebbero stati loro, insieme - ma con responsabilità che la Procura indica come distinte - a ucciderla con premeditazione a Pontenure (un centro di poco piùdi seimila anime sulla via Emilia, pochi chilometri a sud di Piacenza) e a sbarazzarsi del suo corpo, nascondendolo nella vegetazione del podere Sdriscione di Massa Marittima. Qui era stato fatto ritrovare da Gino poco più di un anno fa.
Un lungo confronto terminato con un rinvio al 27 dicembre, udienza nella quale dovrebbero separarsi le due posizioni: per Gino Laurini, 23 anni, un rito abbreviato subordinato allo svolgimento di una perizia psichiatrica, finalizzata a comprendere se fosse in grado di intendere e di volere al momento dei fatti (luglio 2012); e per Maria Grazia Guidoni, 46 anni, nella stessa data la prosecuzione dell’udienza di ieri, non conclusa del tutto per motivi tecnici.
Entrambi gli imputati erano presenti di fronte al giudice dell’udienza preliminare Adele Savastano; Gino ha raggiunto il Tribunale di Piacenza a piede libero, non essendo mai stato sottoposto a misure; Maria Grazia è stata accompagnata dalla polizia penitenziaria del carcere di Modena, dove è rinchiusa da un anno.
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