Linea chiusa per frana, il calvario in bus
Dipendenti o viaggiatori occasionali: il lungo percorso dei pendolari che raggiungono Siena a bordo del pullman sostitutivo
GROSSETO. Per la terza volta in sei anni - e sempre nello stesso punto - una frana ha imposto la chiusura della linea Siena-Grosseto. Le alternative, sulla carta, sarebbero due: usare il servizio sostitutivo di autobus, per la gioia (si fa per dire) di Toscana Mobilità, con itinerari improbabili e tempi di percorrenza misurabili con la clessidra, oppure (ipotesi al momento impraticabile) sfruttare l’itinerario alternativo Monte Antico - Asciano, addirittura più veloce una volta ammodernata la linea.
Con l’autobus, partendo da Grosseto e facendo le stesse fermate del treno, diventa un vero e proprio calvario. Il pullman percorre l’Aurelia fino alla stazione di Montepescali, poi la Provinciale 157 passando da Sticciano fino al bivio della Provinciale 8 per Roccastrada Scalo e da qui fino alla stazione di Civitella Paganico, poi la Provinciale 64 e la 128 per Monte Antico, quest’ultima da percorrere poi a ritroso fino alla Provinciale del Cipressino e quindi al raccordo con la Provinciale 52 per Sant’Angelo dove si imbocca la Provinciale 14/17 Traversa dei Monti. E poi Torrenieri la Cassia, Buonconvento, Monteroni e la val d’Arbia per giungere finalmente a Siena. Tempi di percorrenza? Due ore a detta di chi ha provato questa esperienza estrema. Anche volendo evitare la Traversa dei Monti, la val d’Orcia e le fermate a Buonconvento e Monteroni, già servite da Trenitalia con un servizio a spola sulla tratta rimasta aperta, tra le fermate di Braccagni, Sticciano, Roccastrada e Civitella-Paganico si dilapiderebbe il vantaggio del minor chilometraggio su strada. Ma chi sono i pendolari penalizzati da questa ennesima chiusura? Chi viaggiava sulle otto coppie di treni soppressi, che fino a martedì scorso collegavano la Maremma con Siena e Firenze? Il primo treno di giornata (il 3022) partiva da Grosseto alle 5 con 12-15 lavoratori a bordo. Fermava a Montepescali, Paganico, Buonconvento, Monteroni, Siena (alle 6,20), Empoli e infine concludeva la corsa a Firenze alle 7,50, unico treno a garantire, da Grosseto, l’arrivo nel capoluogo fiorentino entro le 8. Sopra, di solito, un paio di dipendenti della Pam di Siena, il personale (ex Bucalossi) assorbito dalla ditta che si occupa delle pulizie alla stazione di Siena, un paio di persone abbonate da Montepescali, 4-5 da Paganico, un paio da Monte Antico (passata dalla desolazione dei primi anni 2000 ad avere 4 abbonati), una dozzina da Buonconvento più qualche viaggiatore occasionale che lo usava per salire sui FrecciaRossa a lunga percorrenza in transito da Firenze. Il treno successivo (il 21374) partiva alle 6,10 da Grosseto con molte fermate sul versante grossetano e senese. Arrivo previsto a Siena alle 7,44. Perfetto per i dipendenti pubblici e pendolari in partenza da Montepescali, Sticciano, Paganico e Monte Antico. Tra gli altri utenti, da segnalare la cuoca dell’unico esercizio pubblico de La Befa, nei pressi della stazione di Murlo (una trattoria casereccia) che si serviva del 21374 fino a Buonconvento per garantirsi gli opportuni approvvigionamenti di generi alimentari. Un treno che si riempiva risalendo l’Ombrone. A bordo anche molti studenti. Il terzo treno di giornata era il 3032, anch’esso sospeso. Partiva da Orbetello alle 6,47 per fare sosta a Grosseto dalle 7,16 alle 7,19. Portava gli orbetellani a lavoro a Grosseto e proseguiva verso Siena e Firenze (con poche fermate). Arrivo nella città del Palio alle 8,40 e a Firenze intorno alle 10. Un tempo, e fino agli anni Novanta, lo chiamavano “il treno del Passo”, perché portava i familiari dei ricoverati negli ospedali senesi: fino a martedì scorso il treno 21378 partiva alle 9,52 per arrivare in stazione, a Siena, alle 11,10. Permetteva di arrivare alle Scotte o a Porta Tufi in perfetto orario di passo. Coincidenza buona anche con il diretto per Firenze, in partenza alle 11,18. Alle 13,36 era prevista la partenza del treno 21382, pieno zeppo di studenti di ritorno verso Sticciano Scalo, Civitella-Paganico e Monte Antico. Arrivava a Siena (a volte vuoto) alle 15,15. Il convoglio successivo (il 21384), quello con partenza da Grosseto delle 15, faceva un numero ridotto di fermate e iniziava a riempirsi da Paganico in poi. A metà pomeriggio il treno diretto 21386 delle 16,32, con arrivo a Siena alle 18,05 e immediata coincidenza per Firenze. Infine il “localino” delle 17,55 (treno 21390) e, a seguire, l’ultima corsa: il 3036 Orbetello-Siena-Firenze delle 19,45, l’ex Freccia dell’Argentario che si guadagnò in seguito la triste nomea di “treno dei becchi” perché d’estate riportava a casa senesi e fiorentini che lasciavano le mogli in vacanza sulla costa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
