Italia
Prese a pugni in faccia un carabiniere
ARCIDOSSO. Un anno e due mesi di reclusione patteggiati con il beneficio della sospensione della pena e la conseguente cessazione della misura cautelare in atto; in più, però, la condanna a rifondere...
ARCIDOSSO. Un anno e due mesi di reclusione patteggiati con il beneficio della sospensione della pena e la conseguente cessazione della misura cautelare in atto; in più, però, la condanna a rifondere le spese di giudizio sostenute dalla parte civile.
Questa la sentenza pronunciata al tribunale di Grosseto dal giudice Gian Marco De Vincenzi nei confronti di Ouanes Alaeddin, nato in Tunisia nel 1996 e residente ad Arcidosso, difeso dall’avvocato Alberto Bancalà. La sentenza mette fine alla vicenda accaduta il 22 marzo scorso davanti alla scuola media di Arcidosso. Secondo l’imputazione, Ouanes avrebbe aggredito uno studente. Erano stati chiamati i carabinieri che, quando arrivarono, dovettero vedersela col giovane che si rifiutava di salire sull’autovettura della pattuglia composta dal maresciallo Giovanni Cannavale e di Antonio Paonessa, due militari della Tenenza di Arcidosso che erano accorsi sul posto. Uno dei due carabinieri fu colpito alle spalle e si prese due pugni in faccia che gli cagionarono lesioni al collo e allo zigomo: dieci i giorni di guarigione. Il giovane fu arrestato per resistenza a pubblico ufficiale con lesioni e la sera stessa gli furono dati gli arresti domiciliari. Poco dopo, una volta comparso davanti allo stesso giudice De Vincenzi che aveva ritenuto legittimo l’arresto (Ouanes non aveva risposto alle domande), fu rimesso in libertà con obbligo di firma. Senza che fosse celebrato il processo, per il quale la difesa aveva chiesto un rinvio.
Poi di nuovo arresti domiciliari e successivamente custodia cautelare in carcere. Il carabiniere che era dovuto ricorrere alle cure dei medici si era costituito parte civile affidandosi all’avvocatessa Francesca Cima. Adesso è arrivata la sentenza, pronunciata alla fine di ottobre e con motivazioni riservate depositate in cancelleria il 29 novembre. La pena patteggiata è stata sospesa, ed è cessata la misura restrittiva. In sede di patteggiamento non è possibile avanzare richieste danni e per questo motivo il giudice ha riconosciuto soltanto le spese sostenute dal legale per la costituzione di parte civile.
(f.b.)
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