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IL REFERENDUM L’HANNO VINTO I CITTADINI
I cittadini italiani, quando devono decidere sulle grandi questioni di principio, si schierano indipendentemente dalle indicazioni dei partiti. Questo è accaduto nel referendum sul divorzio del ’74,...
I cittadini italiani, quando devono decidere sulle grandi questioni di principio, si schierano indipendentemente dalle indicazioni dei partiti. Questo è accaduto nel referendum sul divorzio del ’74, nel referendum sull’interruzione della gravidanza del ’81, nel 2011 sul referendum per l’acqua pubblica, nel 2006 sulla modifica della Costituzione. Una modifica per molti versi simile a quella proposta il 4 dicembre, e in effetti, per la seconda volta in dieci anni - dopo il No nel 2006 - il popolo italiano ha onorato l’articolo 1, che afferma la sovranità del popolo.
Non sapevamo neppure noi, in realtà, di essere in così grande numero, ma il popolo ha assunto una piena e diretta responsabilità, con una grandissima partecipazione al voto, una partecipazione che significa molto, in questi anni di democrazia indebolita. Il popolo italiano ha dato alta prova di esercizio di sovranità e di piena consapevolezza. Un sovrano che sa di esserlo.
I nostri Comitati fanno parte del Coordinamento per la Democrazia costituzionale, il coordinamento progressista per il No, presieduto da un grande e generoso costituzionalista Alessandro Pace. Con lui e con l’appello contro la riforma che è stato sottoscritto da molti è iniziata la battaglia per No. Siamo quelli dei banchetti, delle piazze, dei mercati, delle mille iniziative, piccole e grandi, senza risorse economiche, senza media. Con quali mezzi? I nostri corpi, le nostre voci, i nostri volti e la nostra civile passione costituzionale. La nostra forza? Esserci mostrati per quello che siamo, “popolo” di una Repubblica parlamentare. Altro che populismo! Impedire aggressioni maldestre e pericolose alla Costituzione è esattamente il contrario - ne siamo fermamente convinti - del populismo.
Inoltre, altro punto di forza è stato il nostro modo di essere e di dialogare, con tutte e tutti. Non ci siamo mai rivolti con disprezzo a chi aveva opinioni diverse o opposte alle nostre. Non abbiamo mai aggredito, anche se spesso siamo stati aggrediti, negati, oscurati. Non abbiamo mai restituito “pan per focaccia”.
Inoltre, intendiamo continuare a dare il nostro contributo per la ricostruzione di una democrazia indebolita. Partendo da un punto di forza: la stragrande maggioranza delle giovani e dei giovani ha votato No, mettendosi al servizio della Costituzione, primo fondamento dell'unità nazionale.
Chiediamo ai partiti, nessuno escluso, di trarre lezioni da quanto è accaduto. La Costituzione va messa in sicurezza e non potrà mai più essere arma politica per una maggioranza di turno. Per ultimo vogliamo dire che mentre i partiti probabilmente ritengono chiusa questa parentesi referendaria almeno nel merito della riforma, noi intendiamo continuare a batterci perchè la costituzione sia messa in sicurezza, vigileremo perché cessino i tentativi di stravolgerla e soprattutto lotteremo perché venga applicata.
Giuseppe Corlito
Roberta Giulietti
Elio Jrudal
Silvano Brandi
Per il Comitato del No
di Grosseto
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