Il Tirreno

Grosseto

Migranti, la palla passa ai sindaci

di Alfredo Faetti
Migranti, la palla passa ai sindaci

La Prefettura punta sul modello Spar. E ora i comuni dovranno trovare le strutture per l’ospitalità

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GROSSETO. I municipi della Maremma stanno valutando le carte e le risorse immobiliari a loro disposizione. Case, ma anche strutture in cui poter far dormire i profughi. È questo il primo passo per poter aderire al progetto Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), così come richiesto dalla prefetta Cinzia Teresa Torraco. Si tratta di un progetto che vedrebbe i Comuni diretti gestori dell’accoglienza dei migranti, attraverso soggetti disposti (come le associazioni) a collaborare: esso darebbe maggiori garanzie rispetto al sistema oggi in vigore.

Non c’è stato un grande entusiasmo da parte degli amministratori civici, convocati martedì attorno a un tavolo, di fronte all’invito della Prefettura: ma è stato comunque stuzzicato un certo interesse e i sindaci ora vagliano la proposta. Del resto, c’è ancora tempo per prendere una decisione: le eventuali domande non saranno valutate prima di luglio e soltanto dopo potrà prendere via lo Sprar anche nel Grossetano. E la prefetta, visto l’andazzo, non si è scomposta, ma – rinnovando l’appello perché ognuno faccia la propria parte – ha deciso di convocare tavoli simili sull’immigrazione a cadenze regolari, in modo che possano esserci costanti aggiornamenti.

Una certezza, in questa fase, comunque c’è: il nuovo modello di accoglienza per la Maremma sarà lo Sprar, adottabile singolarmente da ogni Comune o anche in maniera associativa. Come si legge sul sito del dicastero, «è costituito dalla rete degli enti locali che, con il finanziamento del ministero dell’interno tramite il fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, realizzano progetti d’accoglienza per richiedenti e titolari di protezione internazionale».

In poche parole, saranno i Comuni a indire un bando e a cercare un soggetto gestore, attraverso le risorse messe a disposizione dal governo. Lo ha spiegato anche Torraco attraverso delle slide mostrate ai sindaci maremmani, i quali hanno avanzato le proprie curiosità. La possibilità di poter ottenere dei finanziamenti, ad esempio; oppure la garanzia che con questo progetto gli esuli in arrivo rispettino le nuove disposizioni ministeriali, ossia due profughi ogni mille abitanti per territorio.

Ad oggi, sono sedici i Comuni nella provincia che rientrano nel piano d'accoglienza, per un totale di 591 esuli ospitati. La Prefettura però vuole che ognuno faccia la sua parte e ha chiamato a rapporto gli altri dodici. Qualcuno si è già mosso: Capalbio, ad esempio, si è già accreditata alla piattaforma Sprar. Mentre altri devono ancora capire quali strutture mettere a disposizione per l’ accoglienza. I dubbi, anche tecnici, in ogni caso restano. Gavorrano, già compreso nel piano d'accoglienza, non ha strutture pubbliche disponibili, per esempio, e ha chiesto se è possibile prevederne di private per poter partecipare. Stessa domanda da alcuni Comuni del Sud della provincia. L’idea di poter gestire autonomamente l’accoglienza del resto è piaciuta a molti sindaci, che ora devono capire come attuarla. Tempo per approfondire c’è: le domande dell’ultimo bando pubblicato saranno valutate a gennaio, mentre quelle per un'eventuale adesione a Sprar a luglio.

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