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Idea, usiamo le recinzioni Ma non si sa chi le pagherà

GROSSETO. Difendere la notte le greggi di pecore, capre e vacche con le recinzioni. Ecco un’altra soluzione di cui si vocifera nelle stanze di Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale,...

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GROSSETO. Difendere la notte le greggi di pecore, capre e vacche con le recinzioni. Ecco un’altra soluzione di cui si vocifera nelle stanze di Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, per arginare il problema degli attacchi dei lupi e dei loro fratellastri.

Ma è una soluzione praticabile? «Difficile pensare di mettere le recinzioni a ettari ed ettari di terreno dove si muovono le greggi», dice il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras. E ritorna alla mente lo stesso problema dell’estate scorsa quando erano gli agricoltori a lamentare le devastazioni dei campi coltivati da parte dei cinghiali in sovrannumero. «E poi molti pastori, ad esempio gli allevatori di origine sarda – continua Marras – non sono soliti tenere i proprio animali in uno stesso posto a lungo, si spostano tanto e sempre all’aria aperta». Come dire: non c’è recinzione che tenga per loro.

Ultimo problema: chi pagherebbe queste recinzioni. L’assessore all’agricoltura Marco Remaschi lascia la questione in sospeso. Quanto dovrebbero sborsare di tasca propria gli allevatori e quanto la Regione? Mistero. (s.b.)

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