Il presidio
«Ghinelli vuole dividerci, quel documento non era noto»
GROSSETO. Il presidente del consiglio direttivo di Ato Toscana Sud, Alessandra Biondi (sindaco di Civitella Paganico), non è in linea con il presidente dell’assemblea dei soci dell’Ato Alessandro...
GROSSETO. Il presidente del consiglio direttivo di Ato Toscana Sud, Alessandra Biondi (sindaco di Civitella Paganico), non è in linea con il presidente dell’assemblea dei soci dell’Ato Alessandro Ghinelli (sindaco di Arezzo)
Cosa è successo durante e dopo l’ultima assemblea?
«Sono amareggiata e preoccupata per la piega che ha preso l’assemblea di Ato Toscana Sud e sulla strumentalizzazione quotidiana che si compie rispetto ai vari posizionamenti».
A cosa si riferisce? L’assemblea ha discusso democraticamente sulla proposta del presidente Ghinelli di chiedere il commissariamento di Sei Toscana, giusto?
«Sì. E si sono registrate posizioni diverse dopo un confronto serrato e serio».
Su cosa si dissente?
«Che il presidente volesse mettere ai voti una presa di posizione sulla quale l’assemblea aveva dimostrato di non essere unita, non mi è piaciuto. Il documento proposto non era stato condiviso con il consiglio direttivo, con noi, né preventivamente diffuso tra i membri dell’assemblea. Da qui il mio disappunto e quello di molti altri sindaci».
Lei, quindi, critica l’atteggiamento divisivo di Ghinelli.
«In un momento così delicato come questo non ci possiamo permettere di avere atteggiamenti divisivi. Il nostro ruolo deve essere rappresentativo delle varie posizioni e tutti gli organi - consiglio direttivo e assemblea - devono compiere al meglio il proprio ruolo nell’interesse dei cittadini».
Quali sono le sue perplessità sul documento in cui si richiede il commissariamento di Sei Toscana?
«Premesso che non sono soltanto le mie perplessità, ma di molti amministratori, mi domando 1) a che titolo lo chiediamo il commissariamento? 2) Abbiamo valutato il rischio di una eventuale richiesta danni da parte della società nei confronti di Ato? 3) Sulla base di quali elementi possiamo chiedere noi un commissariamento? 4) Quali conseguenze potrebbe avere il commissariamento sull'attuazione degli impegni di gara da parte di Sei Toscana?».
L'alternativa al commissariamento di Sei Toscana quale potrebbe essere?
«L’Ato deve solo chiedere, anzi pretendere, una gestione senza ombre e che si dimostri in grado di rispettare gli accordi presi con la gara. Fine. Per quanto riguarda il resto c’è Anac, l’anticorruzione, che ha avviato un procedimento di amministrazione straordinaria. In questa fase, lo ripeto, a noi amministratori spetta il compito di continuare a lavorare per i cittadini. E a questo proposito - vado un po’ fuori tema - ripeto il mio appello a tutti i Comuni, perché, nel più breve tempo possibile, possano essere verificati i Pse e approvate le tariffe. Diversamente ci saranno grossi problemi. Rendere vivo, attivo e trasparente un processo dal basso per la definizione delle tariffe, senza omissioni e incomprensioni, dando un ruolo sempre più importante alle Aree omogenee di raccolta, è la cosa più importante».
Gabriele Baldanzi
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