Il presidio
Due tracciati separati realizzati in epoche diverse
GROSSETO. La tratta che da ieri è chiusa per frana non fu concepita, progettata e realizzata dalle Ferrovie dello Stato. La Monte Antico-Buonconvento fu inaugurata nel 1923 da una società privata...
GROSSETO. La tratta che da ieri è chiusa per frana non fu concepita, progettata e realizzata dalle Ferrovie dello Stato. La Monte Antico-Buonconvento fu inaugurata nel 1923 da una società privata titolare della concessione, e ricalcava la planimetria della ferrovia Decauville della lignitifera di Murlo, che si attestava nei pressi della stazione di Monte Antico.
Era un’altra, infatti, fin dalla metà dell'Ottocento, la linea principale tra Grosseto e Siena. Passava da Monte Antico e Asciano. Si spiega così il fatto che la progressiva chilometrica, che parte da Roma, prosegua poi sul ramo Monte Antico-Asciano, mentre si azzera, come a ogni diramazione, da Monte Antico a Buonconvento. Il paradosso, quindi, è che esiste un’alternativa al tratto interrotto. Un’alternativa addirittura migliore.
È, appunto, il collegamento originario tra la città del Palio e la Maremma, realizzato tra il 1859 e il 1865. Si dirama da Asciano sulla direttrice Siena-Chiusi, lambisce il territorio delle Crete Senesi, il versante Nord del Monte Amiata per percorrere poi la bassa valle dell’Orcia fino all’affluenza con l’Ombrone nei pressi della stazione di Monte Antico e scende infine in Maremma. La Buonconvento-Monte Antico era in passato una linea privata che gestiva un discreto traffico di merci ma uno scarsissimo traffico viaggiatori.
Sull’altro ramo (Monte Antico-Asciano) esistevano invece alcuni bacini piuttosto importanti: le cantine Banfi a Sant’Angelo Scalo (che alla fine degli anni ’80 chiesero la realizzazione di un raccordo per portare i loro pregiati vini verso Civitavecchia e verso Genova, ma le ferrovie declinarono perché non in grado di garantire l’arrivo a destinazione delle merci entro 24 ore), il bacino di Montalcino, servito dalla stazione di Torrenieri-Montalcino e infine la rete di teleferiche, miniere e altri giacimenti minerari del Monte Amiata (ed è per questo motivo che la stazione di Monte Amiata ha uno scalo merci apparentemente spropositato).
Qualche parola anche sull’andamento: mentre la Buonconvento-Monte Antico presenta un tracciato assai tortuoso (sia perché ricalca lo sviluppo di una ferrovia a scartamento ridotto sia perché era necessario uno sviluppo complessivo di almeno 25km per accedere ai finanziamenti statali), la Monte Antico-Asciano, tranne nel tratto intorno alla stazione di Monte Amiata e prima dei calanchi, si giova di abbondanti tratte rettilinee e di curve di raggio non eccessivamente ridotto. Questo fa sì che mentre la Monte Antico-Buonconvento prevede una velocità massima di 85km/h, mentre sulla Monte Antico Asciano di 110-130km/h. (g.b.)
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