Il presidio
Vivarelli Colonna verso la presidenza
Sarà il candidato di Centrodestra contro Pd-centrosinistra che potrebbe schierare Farnetani. M5s non parteciperà
GROSSETO. Due anni fa fu il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi - raccogliendo 231 preferenze (65 le bianche, 17 i voti nulli) - a essere eletto presidente della Provincia di Grosseto. Un mezzo plebiscito che permise al centrosinistra di occupare sette posti nel nuovo consiglio, lasciando le briciole agli avversari. Rinunciarono a votare i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
Questo scenario, adesso, è completamente stravolto. Rispetto all’ottobre 2014 resta ferma, con coerenza, solo la rinuncia al voto dei grillini. Il prossimo 8 gennaio - tra un mese esatto - a meno di clamorose sorprese, defezioni e/o franchi tiratori, il centrodestra si prenderà anche palazzo Aldobrandeschi. A oggi il favorito per la poltrona che un tempo fu di Lio Scheggi e Leonardo Marras è il primo cittadino di Grosseto - Antonfrancesco Vivarelli Colonna - che dovrà incassare, però, il consenso di tutti coloro che si identificano nel suo schieramento. Senza defezioni.
Anche stavolta saranno chiamati a esprimere il loro voto i sindaci e i consiglieri comunali in carica alla data delle elezioni. In totale 358 eletti. Ogni voto avrà un peso diverso a seconda del Comune di appartenenza. Gli elettori dei Comuni demograficamente più grandi avranno un valore maggiore, in modo proporzionale alla quantità di cittadini che rappresentano all’interno del corpo elettorale della provincia. I dati presi a riferimento per il calcolo dell’indice di ponderazione sono quelli del censimento 2011.
Le fasce demografiche individuate sono 5: Comuni con popolazione fino a 3mila abitanti; superiore a 3mila fino a 5mila; superiore a 5mila fino a 10mila; superiore a 10mila fino a 30mila; superiore a 30mila fino a 100mila. Il nuovo consiglio sarà composto di nuovo da dieci consiglieri e durerà in carica due anni.
Le liste verranno presentate nelle prossime settimane. È presumibile che siano soltanto due: “Pd-centrosinistra” (in molti vedono di buon occhio la candidatura a presidente di Giancarlo Farnetani) e “Centrodestra per la Maremma” (con Vivarelli Colonna). La sinistra, infatti - che due anni fa provò (senza ottenere nulla) la corsa in solitaria - è ormai fuori da quasi tutti i consigli, mentre la nutrita pattuglia del Movimento 5 Stelle, come detto, non hai mai riconosciuto le Province e ieri ha confermato la posizione, cioè non sarà elettorato attivo, né passivo.
Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 8 gennaio, dalle 8 alle 20, nella sala consiliare del palazzo della Provincia, in piazza Dante. A seguire inizierà lo scrutinio da parte dell’ufficio elettorale, presieduto da Emilio Ubaldino, segretario generale della Provincia. Il giorno dopo sarà proclamato il nome del nuovo presidente della Provincia (resterà in carica per 4 anni) e dei consiglieri provinciali che risulteranno eletti. Possono essere eletti alla carica di presidente i sindaci del territorio il cui mandato scada non prima dei 18 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni. Ciascun elettore esprimerà un voto per l’elezione del presidente della Provincia (crociando il nominativo del candidato stampato sulla scheda) e un voto per la lista di candidati al consiglio provinciale, apponendo una croce sul contrassegno di lista ed esprimendo la preferenza per uno dei candidati della lista (va scritto il cognome).
Per la cronaca il consiglio, fino a oggi, era composto da sette consiglieri del Pd (Daniela Piandelaghi, Elisabetta Iacomelli, Marco Galli, Giancarlo Farnetani, Federico Balocchi, Andrea Benini e Pietro Migliaccio) e tre del centrodestra (Enzo Turbanti, Ezio Puggelli e Arturo Cerulli). Quest'ultimi spesso decisivi per raggiungere il numero legale, viste le assenze nella maggioranza.
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