Il presidio
Un casale dell’800 per la Sat è un rudere
Fonteblanda, ospitò storie di vita maremmana e in tempo di guerra fu il forno dei paesani. Oggi è abitato, ma la Tirrenica lo spazzerà via
FONTEBLANDA. La Sat lo ha classificato come un rudere ma invece è una casa che risale all’Ottocento. Succede alla Banditella, a poche centinaia di metri dalla frazione di Fonteblanda, nel comune di Orbetello. Siamo a ridosso della statale Aurelia. Qui, c’è un casale in cui abita, da 35 anni, la famiglia Toninelli. «Siamo qui da una vita – dice Marco Toninelli, il padrone di casa – Questa è la nostra abitazione, eppure per Sat è solo un rudere che nel tracciato verrà raso al suolo».
Marco e sua moglie Annarita sono increduli. La loro casa per chi ha progettato la Tirrenica non esiste, o meglio, esiste un edificio classificato come un rudere che, quindi, non presenta alcun impedimento all’essere buttato giù. Il termine rudere indica i resti di antiche costruzioni in rovina. Quella della Banditella è invece una costruzione, non solo antica e abitata ma ricca di storia presente e passata. «Questa casa è antichissima - racconta Marco – ha una lunghissima storia. Di questo casale si trova notizia anche nella vita del famoso bandito Enrico Stoppa». Il padre di Righetto, al secolo Enrico Stoppa, era proprietario della tenuta della Banditella e aveva, oltre a Enrico, due figlie, Ester e Bernardina, che, per l’epoca, erano fra le “cose” più belle della Maremma. In quella casa che il tracciato della Tirrenica vuole abbattere, vendevano le loro grazie per poter incrementare i possedimenti della famiglia.
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La dimora dei Toninelli, però, è stata anche un punto di ritrovo fondamentale durante il periodo della guerra. «Qui abbiamo un forno a legna che – continua Toninelli – è stato importantissimo durante il conflitto. Non tutti, in paese, avevano il forno a legna e, quindi, venivano a cuocere il pane in questa casa».
Quella casa che dovrà essere rasa al suolo custodisce, quindi, non solo i segreti di una Maremma abitata in tempi difficili dove si viveva anche di espedienti e di brigantaggio ma anche di una Maremma messa in ginocchio dalle ristrettezze della guerra che si cercava di superare in tutti i modi possibili e in cui diventava importante anche un forno in cui cuocere il pane.
I Toninelli sentono con piacere il peso della storia che trasuda dai muri di quella casa che rappresenta anche un pezzo di Maremma. "Tutto questo sembra però non contare - dice il proprietario - non conta la storia e non contano i nostri sacrifici". Secondo la famiglia Toninelli un'autostrada male si addice a un territorio come quello della Maremma. "Non siamo contro il progresso - dicono i coniugi - ma daremo ai nostri turisti stranieri solo un'altra gabella da pagare, il pedaggio, oltre al prezzo della benzina che in Italia è carissimo". Per quella famiglia che rischia di vedere in macerie la propria casa si tratta di un "tracciato fatto coi piedi". Per la coppia però l'autostrada non solo rappresenta la perdita della casa ma, forse, anche del lavoro. Marco ha in gestione in vicino distributore che non ha ancora capito se rimarrà in piedi oppure no. "Siamo preoccupati anche per il nostro lavoro - conclude l'uomo - perché non sappiamo cosa accadrà". Per la casa della Banditella, una delle più vecchie della zona, il futuro è appeso a un filo. Quella casa è lì dal 1800, ora una ruspa potrebbe buttarla giù per sempre e il cemento cancellare un pezzo di storia della tradizione maremmana.
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