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Grosseto

Tiemme, gli studenti protestano Cento firme contro i disservizi

GROSSETO. Da nord a sud, le polemiche sul trasporto pubblico della Tiemme non accennano a diminuire. Anzi, semmai si esasperano. Così dopo la lettera scritta dalle famiglie di Massa Marittima ai...

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GROSSETO. Da nord a sud, le polemiche sul trasporto pubblico della Tiemme non accennano a diminuire. Anzi, semmai si esasperano. Così dopo la lettera scritta dalle famiglie di Massa Marittima ai vertici societari lamentando diversi disagi, ora sono gli studenti e rispettivi genitori della zona orbetellana a far sentire la propria voce, attraverso una petizione - tuttora aperta - che ha raccolto fin qui oltre cento adesioni.

«Chiediamo alle istituzioni competenti, sia di entrare nel merito del problema, sia di creare un tavolo di confronto tramite un’opportuna consultazione - si legge in una nota diffusa dalla rete Studenti Medi di Grosseto, facendosi testimonial dell'iniziativa - Lo scopo ultimo è quello, appunto, di richiedere a gran voce migliori condizioni di trasporto e, in ultima istanza, un servizio degno la spesa sostenuta annualmente». La Rete, che racchiude studenti di vari istituti e classi, rappresenta con i suoi iscritti buona fetta dei pendolari che ogni giorno testano con mano il servizio offerto da Tiemme e il giudizio che ne scaturisce è tutt’altro che positivo.

«Da mezzi pubblici sovraffollati e ritardi nello svolgimento del servizio, fino a veri e propri casi di prevaricazione: queste le condizioni in cui verte il trasporto pubblico che interessa le zone di Fonteblanda e Albinia». La protesta, questa volta, si concentra nelle zone di Orbetello, dove i problemi a quanto pare non mancano. Parla di «illegalità» la Rete: quella con cui «si trovano a convivere ogni giorno famiglie e studenti» e di fronte a cui «la riposta degli organi competenti è stata debole, se non pressoché nulla, mentre continuano i pessimi episodi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi: studenti lasciati a piedi all’andata o alla fermata precedente al ritorno, chiare violazioni delle norme di sicurezza dal punto di vista della velocità dei veicoli e del viaggio, durante il quale i ragazzi si trovano "accatastati" nelle scalette o nel corridoio».

Il riferimento è anche alle parole del direttore della società Piero Sassoli, che ha parlato di problemi legati «alla cattiva ripartizione dei passeggeri sui mezzi», ossia al fatto che gli studenti tendono a salire sul solito bus, rendendo stracolma una corsa e deserta quella che passa dopo 5 minuti. «Non si tratta di questo - dicono dalla Rete - Una migliore ripartizione delle risorse potrebbe sicuramente ovviare al problema, invece di schermarsi dietro a finanziamenti ridotti all’osso. La sicurezza dei cittadini non può e non deve prescindere dalla strategia del limitare le spese».

Disagi ora culminati in una petizione, spiega la nota, «portata avanti dai genitori, che ha visto ben cento firmatari ad Albinia e a cui è ancora possibile aderire».

Alfredo Faetti

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