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«Nessun concerto dopo la Vigilia» Parla Morgantini
Il maestro del coro potrebbe dare l’addio al Santa Barbara Il terremoto creato dallo spostamento della data dell’esibizione
MASSA MARITTIMA. La musica che ha accompagnato le feste natalizie di Massa Marittima da 37 anni a questa parte quest’anno mancherà: così hanno deciso dopo una difficile assemblea i cantori del Coro di Santa Barbara. Non ci sarà la sera del 24 prima della messa, come era tradizione, e non ci sarà neanche nei giorni precedenti o successivi: niente Bach, niente Mozart e niente Franck per quest'anno. Ad annunciarlo è il presidente del coro Umberto Marrami: «i cantori hanno parlato tra di loro e hanno scelto di rinunciare a cantare quindi per queste feste non ci sarà il concerto di Natale come da tradizione – spiega – la Parrocchia e il Comune avevano confermato l'interesse e l'impegno economico per l'evento ma per varie motivazioni il coro ha preferito rinunciare».
Era stato il maestro Maurizio Morgantini, storico direttore del coro di Santa Barbara, ad annunciare il cambiamento di programma sulle pagine Torre Massetana: nella lettera veniva detto chiaramente che quest'anno la tradizionale Veglia di Natale in Cattedrale con il coro non ci sarebbe stata. Ma l'ipotesi di un'altra data, che non fosse quella del 24, rimaneva comunque aperta. Il motivo del cambiamento lo aveva spiegato lo stesso Marrami: «per questo Natale da parte della Curia è venuta l'esigenza di dedicare la notte del 24 nella Cattedrale esclusivamente alla funzioni religiose, noi siamo ospiti quella sera e la richiesta non può che essere accolta». Una questione, questa, che mostrava però diversi punti oscuri che soltanto i diretti interessati avrebbero potuto chiarire.
Maestro Morgantini perché ha rinunciato alla direzione del coro per questo Natale?
«Quando mi è stato comunicato che non avremmo potuto cantare la sera del 24 ho tentato di venire incontro alle esigenze e ho contattato i musicisti dell'orchestra Nova Harmonia che da molto tempo accompagna i cantori per la Veglia. Ho cercato di trovare un accordo per suonare in un'altra data ma non è stato possibile, non c'era disponibilità. Esibirci dopo Natale invece non avrebbe senso quindi ho deciso di rinunciare».
Ha pensato all'eventualità di spostare il Coro in una sede diversa dalla chiesa?
«Ci ho pensato ma credo che la musica sia un dono talmente alto che non può e non deve essere usato contro qualcuno o qualcosa».
Qual è il senso che lei dà all'esibizione nella sera della Vigilia?
«È un percorso meditativo attraverso la musica, è una Veglia, una cerimonia che erroneamente è stata chiamata concerto e che io ho iniziato a dirigere nel Natale del 1979 in Sant'Agostino. Abbiamo sempre fatto un repertorio altissimo come lo "Jesus bleibet meine Freude", l' "Hallelujah da Il Messia" di Haendel, il tema bellissimo del Gabriel's Oboe di Morricone, il "Christus natus est" di Bartolucci e altra musica sacra che aveva continuità con la Messa. Molta di questa musica viene eseguita anche in Vaticano. Tanto è il raccoglimento della Veglia che abbiamo sempre chiesto ai presenti di astenersi dagli applausi e di rimanere in silenzio».
Qual è il suo rapporto con le istituzioni?
«Mi sono sentito lasciato da solo molte volte».
Il suo è un addio definitivo alla direzione del Coro di Santa Barbara?
«Non lo so, non ho deciso se sarà per sempre».
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