Il Tirreno

Grosseto

La doppia presenza serve a ottenere maggiore sicurezza

Perché il protocollo prevede che in caso di trasfusione di sangue siano presenti sia il medico sia l’infermiere? «Per l’esigenza di avere una doppia identificazione, per una maggiore sicurezza. I...

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Perché il protocollo prevede che in caso di trasfusione di sangue siano presenti sia il medico sia l’infermiere? «Per l’esigenza di avere una doppia identificazione, per una maggiore sicurezza. I primi 15’ vanno seguiti da un operatore sanitario, non è detto che ci sia il medico, che invece deve intervenire in caso di bisogno». Parole di Giancarlo Sensalari, medico del servizio trasfusionale, chiamato a testimoniare al processo Panella-Tondini. Quel giorno Sensalari si recò in rianimazione, chiamato da un’infermiera. Panella gli disse della trasfusione fatta a un paziente sbagliato con una sacca fornita dal suo reparto. «Non so chi materialmente fece la trasfusione», ha risposto davanti al giudice.

In aula anche due medici che quel 25 agosto 2013 erano andati in rianimazione, per seguire un paziente del proprio reparto, come il dottor Mario Annichiarico (chirurgia generale), o per fornire una consulenza, come il dottor Fabio Avallone (ortopedia). (p.s.)

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