Mea culpa nel centrosinistra Dal no euforia e proclami
Marras: «Siamo tutti responsabili». Sensi: «Ci sarò per ricostruire, ma con altri dirigenti» Vivarelli Colonna parla di «trionfo della verità». Gori (M5s) giudica il risultato eccellente
GROSSETO. Sui social, il giorno dopo, è battaglia a colpi di analisi, proclami, battute. «Ha stravinto il no - scrive su Facebook Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale, nel suo profilo da personaggio pubblico - Renzi si è assunto tutte le responsabilità ma non è giusto. Siamo tutti responsabili. Rimangono inalterate le ragioni della riforma e l’Italia ha perso un’altra, l’ennesima, occasione. Anche in provincia di Grosseto prevale il no. Ci siamo impegnati in tanti, forse potevamo fare di più e meglio. In Toscana, complessivamente, la riforma ha avuto consensi più alti che altrove. Per ora il risultato toscano rimane solo una, forse l'unica, magra consolazione».
È su quest’ultima parte che scatta la risposta di Christian Sensi, avvocato, presidente provinciale dell’Arci, anima critica del Pd: «Io non voglio condividere alcuna sconfitta, soprattutto quella alle comunali. Considerato che c’è una classe dirigente che nella gestione delle elezioni (comunali e referendum) ha sistematicamente escluso altri, è bene che siano loro a caricarsi tutto il peso di sconfitte e fallimenti. Io ci sarò per ricostruire, con altri». Critico con la lettura di Marras anche il suo ex direttore, in Provincia, Emilio Ubaldino: «Ci vuole più umiltà, più rispetto della gente e della capacità di capire quando la comunicazione sfocia nella menzogna. Da oggi io, sì, lavoro con recuperato ruolo e dignità». Nessun commento dall’ex sindaco di Grosseto e consigliere regionale Alessandro Antichi («Non ho parole», «Allora stai zitto» è l’unica battuta che si concede) e dal capogruppo Pd in consiglio comunale Lorenzo Mascagni (ieri febbricitante), che pure era stato attivo (a favore del sì) fino alla vigilia del voto. Le parole che risparmiano Antichi e Mascagni le usa tutte il primo cittadino Antonfrancesco Vivarelli Volonna, con il suo consueto vocabolario roboante. Per AfVc è «il trionfo della verità». «Ha vinto la democrazia contro l’oligarchia - prosegue il sindaco di Grosseto - gli italiani sono intelligenti, non si fanno rintronare dalle balle. L’inganno è morto, lo abbiamo soffocato, schiacciato, lo abbiamo relegato sottoterra a 20 metri di profondità. Siamo un popolo che si piega ma che non si spezza, che non accetta che la propria intelligenza venga annichilita dagli slogan e dalle menzogne seriali di un leader fasullo, annaspante e mai proclamato. Adesso diamo il via al vero cambiamento. Da domani lavoriamo insieme ad una vera riforma costituzionale, con la massima condivisione possibile, per il bene di tutti e non di uno soltanto».
L’assessore Fabrizio Rossi (Fratelli d'Italia) liquida la questione referendum con meno di 140 caratteri: «Una deforma inaccettabile, travolta da una valanga di no». Sotto, di nuovo Vivarelli Colonna, si lascia andare a risate e «ciaoni». Infine Giacomo Gori (M5s), che dà il buongiorno a Grosseto con queste parole: «Abbiamo il miglior risultato del no in Toscana dopo Lucca e Massa».
Sul profilo di Pd Grosseto campeggiano foto sfuocate della giornata di domenica, mentre l'approfondimento è lasciato alla diretta della conferenza stampa del segretario regionale Dario Parrini, a Firenze. Infine un orgoglioso Marco Simiani incassa più di cento «mi piace» con la citazione di Renzi: «Fare politica contro qualcuno è più facile, fare politica per un’idea è più difficile, ma più bello». Si va avanti.
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