Il Tirreno

Grosseto

La zona nord divisa in due All’interno ha prevalso il Sì

di Alfredo Faetti
La zona nord divisa in due All’interno ha prevalso il Sì

Il segretario Ariganello: «Sulla costa c’è una maggiore difficoltà nella crescita» «Non c’è stato un voto estremista», commenta Zazzeri, segretario massetano

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. La zona nord è divisa in due. Da una parte ci sono le Colline Metallifere, che racchiudono Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo, in cui la maggior parte dei votanti ha scelto il sì; dall’altra, la costa e le sue immediate vicinanze, con Follonica, Scarlino e Gavorrano dove ha prevalso il no.

Ma se nei due paesi il risultato poteva essere prevedibile vista che i rispettivi centrosinistra sono già spaccati per conto suo, nella città del golfo i quattrocento voti che segnano la distanza tra il sì e il no in questa partita referendaria suonano come un campanello di allarme per il Pd. «È lo specchio fedele delle aree costiere, dove c’è una maggiore difficoltà nella crescita e nelle opportunità offerte dai territori» dice il segretario democratico cittadino, Gesuè Ariganello. Ma in questa zona, da Follonica a Gavorrano passando per Scarlino, il partito di maggioranza (lo è in tutti e i Comuni della zona) deve fare i conti anche con i malumori ambientalisti, schierati apertamente in questa campagna sul fronte del No, timorosi che la riforma potesse tarpargli le ali. Malumori (legati a questioni come l’inceneritore o i gessi rossi) che potrebbero continuare a sfavorire il Pd, benché a livello comunale si sia schierato dalla loro parte, soffrendo dell’onda nazionale. «Il comitato del No al referendum ringrazia i cittadini follonichesi per aver contribuito con il 51,5 per cento di voti a difendere la costituzione antifascista nata dalla resistenza - si legge in una nota - Il Comitato rimarrà attivo per proseguire nella tutela, nella conoscenza e nell'applicazione della nostra carta fondamentale, difendendola da ogni eventuale manomissione futura».

È chiaro che nella zona nord il dato follonichese è quello più significativo e vede una vittoria netta del No (51,64 per cento) rispetto al Sì (48,36). «Il Pd locale non è riuscito a ritrovare quello slancio e quella unità di intenti che servirebbe per lavorare nel modo migliore, e in cui molti hanno preferito andare sui giornali invece che in piazza a parlare coi cittadini» continua Ariganello allargando l’ottica a tutta la provincia e chiedendo adesso «un profondissimo chiarimento rispetto al modo in cui si sta dentro un partito».

Non è andata meglio per i democratici a Gavorrano (51,88 per il No, 48,12 per il Sì) e Scarlino (dove i No hanno prevalso per 54,16 per cento a 45,84), anche se in questi comuni il centrosinistra è già diviso da tempo: nel primo le diatribe tra Pd e Sel hanno scritto pagine di storia, mentre a Scarlino non più tardi di due mesi un gruppo di consiglieri ha voluto staccarsi dai dem (pur rimanendo in maggioranza) per formarne uno autonomo di Sinistra Italiana.

Diversa la situazione nell'entroterra, dove il Sì ha vinto ovunque: a Massa Marittima con il 55,04 per cento, a Montieri con il 55,23 e a Monterotondo con il 56,05. «Per il risultato esclusivamente territoriale siamo soddisfatti, ma è necessaria comunque una riflessione a livello locale, visti anche i risultati di Follonica e Gavorrano - dice il segretario del Pd massetano Flavio Zazzeri - Si conferma il trend che vede in difficoltà il centrosinistra nel Grossetano». Sulle colline però l'effetto sembra diverso. «Credo che il Sì abbia intercettato il voto anche della destra in questi Comuni - conclude Zazzeri - Non c'è stato un voto estremista, ecco».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera