Il Tirreno

Grosseto

Ato spaccata sul commissariamento di Sei

di Francesca Ferri
Ato spaccata sul commissariamento di Sei

Dopo ore di discussione i sindaci accusano il presidente di non aver inviato per tempo la richiesta dell’Anticorruzione

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SIENA. L’Ato deve chiedere al prefetto di Siena di commissariare Sei Toscana? L’assemblea dei sindaci di Grosseto, Siena e Arezzo e dei comuni della Val di Cornia, riuniti ieri a Siena, ne discute per tre ore. E alla fine si scioglie, senza prendere una decisione, e anzi spaccandosi, tra qualche amministratore che fa la voce grossa e qualcun altro che indossa in fretta la giacca avviandosi alla porta.

Il motivo? Il presidente dell’Ato, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, non ha presentato ai sindaci, prima dell’assemblea, la lettera in cui Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione, chiede all’Ato di presentare entro l’8 dicembre eventuali memorie e documenti in vista dell’apertura della procedura di controllo. Di fatto la lettera e la proposta di delibera i primi cittadini e gli assessori arrivati a Siena dai tre angoli dell’Ambito l’hanno vista sul maxischermo nell’auditorium solo ieri. Ma il “dettaglio” viene afferrato solo dopo tre ore di discussione. E non viene digerito. L’assemblea si spacca, manca il numero legale e la decisione salta.

E sì che, fino a quel momento, la discussione si era svolta in un clima di confronto sereno. La proposta era stata illustrata da Ghinelli a inizio assemblea, dopo il voto fulmineo e unanime con cui i sindaci hanno accolto le dimissioni dell’ex direttore generale Andrea Corti, ai domiciliari a seguito dell’inchiesta sulla maxigara con cui l’Ato ha affidato a Sei Toscana il servizio rifiuti.

«La procedura aperta dall’Anac – dice Ghinelli – prevede due strade: o Sei Toscana sostituisce il cda con nuovi personaggi, sempre nominati da Sei, o viene commissariata e il prefetto decide il commissario. Cantone ci chiede eventuali memorie per decidere». Ghinelli non ha dubbi: è l’occasione per chiedere il commissariamento di Sei, per «dare discontinuità».

Una linea subito contestata dal collega di Siena, Bruno Valentini. Che difende la gara (anche se a margine dell’assemblea precisa di «rifiutare il ruolo di difensore d’ufficio di Sei»). «Siamo gli unici in Italia ad aver affidato il servizio tramite bando – dice –. Sapete bene quanto abbiamo aspettato per definire la tariffa, e l’abbiamo fatto finché non ne abbiamo ottenuta una più bassa. Il commissario farebbe gli interessi di Sei e non aspetterebbe certo per strappare una tariffa più bassa».

D’accordo con Ghinelli i rappresentanti di cinque comuni Grossetani: gli assessori all’ambiente Luca Minucci di Orbetello, Simona Petrucci di Grosseto, Luca Mibelli di Isola del Giglio, tutti di centrodestra come Ghinelli. Ma sono d’accordo anche Antonio Camillo di Manciano e Carla Benocci di Sorano (centrosinistra).

Contrari al commissariamento, invece, gli assessori Mirjam Giorgieri di Follonica, Luca Niccolini di Scarlino, Pasquale Quitadamo di Scansano, Emiliano Rabazzi di Roccastrada.

Alla fine la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, presidente del consiglio direttivo dell’Ato, ridà la parola a Ghinelli che puntualizza che la richiesta arriva da Cantone ed è datata 23 novembre. Apriti cielo. Il dettaglio, sfuggito all’inizio, stavolta viene colto al volo. «Perché non ci è stata mandata?», gridano da una parte alcuni sindaci. «Perché la vediamo solo oggi?», si sente dall’altra. «Ma lei, Ghinelli, è in grado di portare avanti il suo ruolo?», arriva dal fondo.

Tra i contestatori ci sono l’assessora di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi, e il sindaco di Campagnatico Luca Ricciardi – tra gli altri Comuni del Grossetano rappresentati ci sono Gavorrano e Semproniano con propri amministratori, e Capalbio e Pitigliano con delega – stanchi, come molti altri, che per l’ennesima volta ai sindaci non vengano anticipati i documenti in discussione.

Alla fine i rappresentanti dei cittadini si alzano ed escono. Manca il numero legale e la discussione è rimandata alla prossima assemblea, forse tra dieci giorni. Nel frattempo la lettera di Cantone verrà inviata ai Comuni. Ma a quel punto non ci sarà più tempo perché l’Ato possa far arrivare all’Anticorruzione delle memorie.

«Non è utile a nessuno incrinare la necessaria unità di intenti che deve caratterizzare organismi istituzionali con funzioni di controllo e di indirizzo su importanti servizi per i cittadini – scrivono in una nota congiunta i sindaci Valentini, Maurizio Viligiardi di San Giovanni Valdarno, Francesco Limatola di Roccastrada e Massimo Giuliani di Piombino». L’inchiesta, proseguono, deve sicuramente andare avanti ma non deve mettere a rischio lo svolgimento del servizio e tanto meno i lavoratori che lo svolgono. Per questo rifiutiamo ogni strumentalizzazione politica».

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