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Vivere in solitudine significa diventare prima non autosufficienti
A Fabrizio Boldrini, direttore direttore di Coeso-Società della salute, abbiamo chiesto di suggerire alla politica una sintetica ricetta per provare a invertire il trend per cui per ogni bambino o...
A Fabrizio Boldrini, direttore direttore di Coeso-Società della salute, abbiamo chiesto di suggerire alla politica una sintetica ricetta per provare a invertire il trend per cui per ogni bambino o ragazzino ci sono più di due anziani.
«Sulla nostra società - spiega - intervengono politiche internazionali e nazionali, su cui non si può fare molto, ma qualcosa sì. Le amministrazioni locali possono fare la loro parte: in primo luogo sostenendo la famiglia con politiche precise, per contrastare l’invecchiamento biologico della popolazione. Questo, comunque, è un dato di fatto e allora si deve cercare di integrare il tessuto sociale accogliendo le forze giovani che arrivano dall’esterno e che possono aiutare a gestire il carico dei care giver, oltre a rialzare il tasso di natalità.
Poi ovviamente, si deve tenere unito il tessuto sociale, sostenendo e valorizzando i momenti di integrazione e scambio, le realtà associative, tutti i luoghi, cioè, dove si stringono relazioni umane. Un anziano solo sarà meno fragile se invece di trascorrere il tempo in casa, potrà fare attività con dei suoi coetanei, coltivare degli interessi condivisi. E allo stesso modo un padre o una madre single potranno alleviare la fatica della quotidianità potendo contare su una solida rete di relazioni. Attenzione: questi elementi non determinano solo un benessere per la persona, ma anche un risparmio per le risorse pubbliche, perché l’anziano solo precipita prima nella non autosufficienza, l’adulto che non riesce a gestire la genitorialità arriverà ai servizi sociali e saranno attivate una serie di misure di sostegno. Anche per questo, la Società della Salute da anni si impegna per costruire progetti e scambi con il volontariato e con il Terzo settore, per far fruttare al meglio le, ormai poche, risorse disponibili, creando un sistema dove ognuno fa la sua parte, e dove la presenza del pubblico è comunque garanzia di qualità, competenza e controllo». (g.b.)
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