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Interessi per 200.000 euro La Sit va in Cassazione
Il contenzioso era nato per un’autorizzazione al noleggio degli autobus Il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Comune, la società ha fatto appello
SCARLINO. È una saga infinita. Più di una volta l’amministrazione è stata convinta di aver scritto la parola fine a questa vicenda e ogni volta è arrivato un colpo di scena. L’ultimo è il ricorso in Cassazione della società Sit (società traporti italiani) per chiedere i 200.000 euro di interessi al Comune di Scarlino, già condannato dal Tar a suo tempo a un risarcimento da 580.000 euro per l'annoso contenzioso sulla gara per l'affidamento del servizio pubblico di linea Aeroporto Ciampino - Roma Termini.
Interessi negati al privato dal Consiglio di Stato la scorsa primavera, ma il privato non si è arreso e ha deciso di portare la vicenda fino al terzo grado di giudizio amministrativo, costringendo l’ente a costituirsi parte civile, di nuovo di fronte al rischio di veder lievitare in modo sostanziale un risarcimento già salato. Quasi 600.000 euro infatti non sono uno scherzo.
Eppure l’amministrazione scarlinese, già condannata a risarcire la Sit nel 2010, era rimasta soddisfatta lo scorso aprile quando il Consiglio di Stato aveva negato gli interessi alla società, chiesto a fronte di una rateizzazione del pagamento in tre tappe: 250.000 euro entro il 15 agosto 2015, 166.000 entro il 31 gennaio 2016 e altrettanti entro il 31 gennaio 2017. Una dilazione accettata dalla società, ma per cui ha chiesto interessi pari a 200.000 euro.
Tutto parte nel 2005, quando la società si aggiudicò il servizio pubblico di linea sulla tratta Aeroporto Ciampino - Roma Termini, salvo però scoprire che sullo stesso tragitto stava già operando ma senza averne titolo la società Terravision Transport.
Quest’ultima aveva una sola autorizzazione in mano, rilasciata (e poi revocata) dal Comune di Scarlino per il noleggio di autobus con conducente, mezzi che avrebbero dovuto fra l’altro stazionare proprio nel territorio scarlinese. La Sit porta così l’ente davanti al Tar che si esprimerà nel 2010, confermando la legittimità della revoca della licenza alla Terravision ma riconoscendo anche l’effettuazione abusiva del servizio di linea per trasporto passeggeri sulla tratta in questione.
Da qui la Sit ha chiesto il risarcimento danni, riconosciuta sì dal tribunale senza però indicare una cifra precisa. Parte così la trattativa tra società e l’allora amministrazione che non porta a nulla.
Il fascicolo torna davanti al giudice fiorentino, che conferma le richieste del privato. Una decisione disastrosa per il Comune, che impugna la sentenza davanti al Consiglio di Stato.
La decisione vedrà prevalere le ragioni del privato, con il risarcimento fissato a circa 580.000 euro. Una cifra mica da poco: così l'amministrazione comunale ha inviato una proposta di pagamento dilazionato alla Sit: 250.000 euro nel 2015, 166.000 entro l'inizio del 2016 e altrettanti entro la fine del 2017. Nella risposta, la società chiedeva però «il pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria dall'inizio della vicenda fino al 22 gennaio 2015, per un importo complessivo di 722.570 euro». Troppo secondo il Comune, visto che la maggiorazione non è scritta da nessuna parte nella sentenza.
Da qui lo stallo e il ritorno in tribunale, che questa volta gli ha dato ragione. Ma ora c'è il terzo e ultimo capitolo ancora da scrivere.
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