Il presidio
Il Forum entra nella class action
Ambientalisti pronti contro l’inceneritore: «Sei Toscana ne acquista le quote? È paradossale»
SCARLINO. «L’acquisizione di quote della Scarlino Energia da parte di Sei Toscana appare paradossale e sintomo di ulteriore, grave conflitto di interessi». Non dice «noi l’avevamo detto», l’avvocato Roberto Fazzi, rappresentante del Forum Ambientalista – associazione che da anni si batte contro l’inceneritore di Scarlino – ma il senso sembra un po’ quello dopo la notizia, già nell’aria da giorni e confermata ieri dal consigliere comunale di Grosseto Bruno Ceccherini (FdI), dell’acquisizione da parte di Sei Toscana – gestore unico del servizio rifiuti – di quote della Scarlino Energia, proprietaria dell’inceneritore.
Tanto che ieri, in una nota, Fazzi ha comunicato che il Forum Ambientalista tra pochi giorni formalizzerà ufficialmente il suo ingresso nella class action contro l’inceneritore di Scarlino, pendente davanti al Tribunale di Grosseto.
La nota, spiega Fazzi, è stata scritta a quattro mani con l’ingegner Vincenzo Annino di Forlì, già consulente del Comune di Follonica nel procedimento di rilascio della Via/Aia a Scarlino Energia del 2015, consulente del Comune di Follonica nel ricorso al Tar e consulente di parte nella class action. Non a caso il testo contiene diversi passaggi tecnici sui quali da anni il Forum poggia le basi della propria protesta.
«Durante il procedimento che ha portato nell’ottobre 2015 alla nuova autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore – dice il Forum – i consulenti dell’amministrazione di Follonica, che si era opposta a una nuova autorizzazione, e i cittadini e gli enti che hanno promosso la class action si erano più volte chiesti perché mai, dopo il blocco dell’impianto, voluto addirittura dal Consiglio di Stato nel gennaio 2015, Scarlino Energia avesse richiesto una nuova autorizzazione all’esercizio, peraltro poi ottenuta a tamburo battente dopo soli sei mesi».
L’impianto è infatti in grado di funzionare solo per il 20 per cento del tempo, può bruciare molto meno di quanto previsto «e, in definitiva – dice il Forum – ha portato al collasso la stessa Scarlino Energia. Così pure non risultava comprensibile per qual motivo la Scarlino Energia chiedesse un concordato preventivo, senza sanare le pecche dell’impianto».
L’ipotesi che il Forum Ambientalista fece allora fu che la Scarlino Energia volesse una nuova autorizzazione e un’omologazione del concordato non già per riavviare l’impianto, ma perché sperava di venderlo «a qualcuno – dice il Forum – che, soggettivamente si riteneva, imprudentemente lo acquistasse, come imprudentemente lo aveva a suo tempo acquistato la Scarlino Energia da Syndial».
«Ebbene – dice oggi il Forum – l’ipotesi si è rivelata corretta. Ma con un’aggravante: il soggetto che ora ci è stato rivelato ha acquistato l’impianto è un soggetto pubblico», ovvero Sei Toscana. Secondo alcune indiscrezioni, al momento non confermate, la società avrebbe acquistato azioni di Scarlino Energia per 6 milioni di euro. La società proprietaria dell’inceneritore, come è noto, ha accumulato 60 milioni di euro di debito.
«Pertanto – prosegue il Forum – gli investimenti futuri sul vetusto inceneritore, nato nel 1960, se si vorrà far funzionare l'impianto, e le perdite future d’esercizio andranno a finire nelle bollette dello smaltimento rifiuti che i cittadini dell’area servita pagheranno».
Infine, vista la recente presa di posizione dell’assessora regionale all’Ambiente, Federica Fratoni, che sembra decisa ad emettere un’ordinanza per fare iniziare i lavori di bonifica della falda acquifera della piana di Scarlino, inquinata da arsenico – alla quale è chiamata a partecipare anche Scarlino Energia – «anche i costi della bonifica delle falde, finora evitati da Scarlino Energia, verranno accollati sulla tariffa dei rifiuti», dice il Forum.
Fazzi ricorda infine che ci sono due inchieste penali che riguardano Sei Toscana, una della Procura di Firenze, che sta indagando i vertici di Sei e Ato per presunte irregolarità nel maxiappalto del servizio rifiuti; l’altra della Procura di Grosseto che vede indagati per bancarotta fraudolenta i vertici di Sei Toscana e di Scarlino Energia, soprattutto in ordine alle operazioni di scissione societaria di quest’ultima.
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