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Disabili più liberi a casa loro

Disabili più liberi a casa loro

Cinque progetti per sistemare le abitazioni di chi ha difficoltà

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MASSA MARITTIMA. Un’iniziativa volta a rendere più semplice la vita casalinga di ogni giorno. Nasce così il progetto di adattamento domestico per l’autonomia (Ada), che dà la possibilità alle persone disabili di realizzare una serie di interventi per rendere la propria casa più adatta alle esigenze di vita indipendente, all'assistenza di familiari e operatori impegnati al domicilio.

È innovativo sia per l'opportunità che offre alle persone disabili e ai loro familiari sia nella formula con cui si presenta. Il progetto unico per la possibilità di conseguire una maggiore fruibilità degli ambienti di vita, in particolare per lo svolgimento delle attività quotidiane, di studio e di lavoro all'interno della propria abitazione, è al tempo stesso nuovo nel panorama dei servizi in materia di disabilità per la capacità di restituire e veicolare una reale cultura dell'accessibilità.

La Società della Salute Colline Metallifere ha emesso l'avviso pubblico che rimarrà aperto fino alla fine di dicembre, dopodiché ciascuna zona approverà la graduatoria e formerà l'equipe di zona che il 6 marzo 2017 inizierà i primi sopralluoghi. Ciascuna zona distretto ha a disposizione un numero massimo di consulenze attivabili e relative risorse disponibili per il contributo. Per la zona distretto Colline Metallifere è prevista l'attivazione di 5 consulenze e un contributo economico complessivo di 9.610,52 euro. «Il progetto sarà coordinato e supportato dal Crid, centro regionale per l'accessibilità - si legge nell'avviso - Gli altri soggetti coinvolti sono la Società della Salute fiorentina nord ovest, il dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze che attiverà dieci borse di ricerca, il Cnr di Pisa per la consulenza tecnologica e i laboratori ausili delle aziende sanitarie. Le Società della Salute della Toscana, invece, dovranno approvare l'avviso pubblico e formare la graduatoria dei beneficiari. Il progetto prevede anche un contributo economico». Ciascuna zona distretto che coinvolge una delle Sds ha a disposizione un numero massimo di consulenze attivabili e relative risorse disponibili per il contributo.

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