Italia
«L’area vasta ci sta penalizzando»
Petrucci: «Manca il controllo». Minucci: «C’è un conflitto d’interessi»
GROSSETO. Fratelli d'Italia ha tenuto ieri sera una conferenza stampa in consiglio comunale sulla questione Ato rifiuti e sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto i vertici direzionali di Ato e Sei Toscana. Oltre al coordinatore provinciale Fabrizio Rossi, c’erano il consigliere regionale Giovanni Donzelli, l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto Simona Petrucci, l’assessore all’Ambiente del Comune di Orbetello Luca Minucci e il capogruppo di Fdi al Comune di Grosseto Bruno Ceccherini.
Donzelli ha ribadito concetti già espressi, tenendosi su un piano politico. «È arrivato il momento – ha detto – di procedere a un approfondimento serio che includa la verifica della regolarità di tutti i rapporti in essere tra la pubblica amministrazione e le aziende coinvolte nell'inchiesta. C’è un procedimento penale pendente per fatti corruttivi, si profilano condotte illecite a danno dei cittadini. Noi chiediamo, tra le altre cose, che le compagini societarie coinvolte siano esaminate, si comprenda chi ha nominato chi. Fischiettare, o peggio scandalizzarsi, come sta facendo il Pd, non vale. Perché il Pd toscano ha, se non altro, una responsabilità morale su quanto è accaduto».
Poi Donzelli ha parlato dell’Ato unico: «Risultano già abnormi, incontrollabili e diseconomici quelli che esistono ora. Pensare di ridimensionarli ingrandendoli è follia. Il governatore Enrico Rossi o è distratto dalla campagna contro Renzi o è mal consigliato».
Per il leader provinciale di Fdi, Fabrizio Rossi, la vicenda Ato rifiuti è preoccupante. «Le tariffe sono altissime, il servizio scadente, non adeguato. E a fronte di tutto questo i cittadini bussano alle porte dei municipi per lamentarsi, segnalare. Noi quali poteri abbiamo? I comuni non hanno strumenti per controllare, pochi margini per intervenire. I nostri assessori all’Ambiente, Petrucci a Grosseto e Minucci a Orbetello, lavorano tanto e bene; si nota già qualche segnale del cambio di passo, ma ci penalizzano le politiche di area vasta. Ecco perché siamo contrari all’Ato unico».
I due assessori hanno parlato delle problematiche della gestione dei rifiuti nei loro comuni, Grosseto e Orbetello: spazzamento che non funziona come da contratto, strade pagate e non coperte, percentuali di differenziata risibili.
«L’ufficio ambiente abbiamo dovuto ricrearlo. Non esisteva – spiega Petrucci – ma ciò che più mi sorprende è che a Firenze non ci si rende conto di dove sta il problema: la legge 69 del 2011 e il suo mancato rispetto. Sono saltati i controlli, a ogni livello. Non esistono verifiche sulla congruità delle tariffe, stabilite al buio».
A Orbetello, dove la differenziata è all’8% (una delle percentuali più basse della Toscana), Minucci prova a fronteggiare una situazione che lui stesso definisce drammatica: «Stiamo cambiando alcune cose nello spazzamento, nella raccolta. L’attenzione adesso è più alta, abbiamo bonificato delle discariche, messo mano a nodi che nel tempo riusciremo a sciogliere. Ma il problema è a monte...». Minucci esplicita a grandi linee il conflitto di interessi tra chi siede nel cda di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti, e Scarlino energia, società proprietaria dell’inceneritore, che si alimenta di rifiuti indifferenziati. In pratica se un amministratore fa l’interesse dell’incenerimento non può fare quello della differenziata.
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