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Grosseto

Inceneritore tra gli ultimi atti, esplode il caso

Inceneritore tra gli ultimi atti, esplode il caso

Il gestore avrebbe acquistato per 6-7 milioni di euro quote dell’impianto indebitato per 60 milioni

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GROSSETO. Ammonterebbe a 6-7 milioni di euro l’investimento di Sei Toscana per l’acquisto di quote della Scarlino energia srl. Nel giorno in cui il cda di Sei Toscana ha annunciato le dimissioni viene alla luce una delle operazioni più controverse e contestate dagli ambientalisti fatta proprio dal cda: l’acquisizione di quote della società che possiede l’inceneritore di Scarlino, impianto fermo perché non a norma e con un debito di 60 milioni di euro. Che l’operazione fosse andata in porto era noto, tanto che proprio ieri Sei era attesa a un tavolo dai Comuni di Scarlino e Follonica per spiegare i dettagli di questa acquisizione. Il timore degli amministratori è infatti che, con l’acquisizione, Sei si accolli anche il debito e lo ripiani spalmandolo sulla tariffa. Insomma a pagare sarebbero i cittadini. L’incontro era poi saltato «per motivi tecnici».

Ieri a margine della conferenza stampa di Fratelli d’Italia a Grosseto (articolo in basso), il consigliere comunale di FdI Bruno Ceccherini si è detto a conoscenza di alcune indiscrezioni. «Non conosciamo ancora il contenuto della delibera del cda di Sei Toscana del 30 settembre che spero presto sia resa pubblica – ha detto – nella quale si stabilirebbe l’acquisto da parte del gestore di quote della Scarlino energia. Se fosse confermato ciò che riportano i giornali noi di Fratelli d’Italia saremmo fortemente contrari all’operazione». Ceccherini spiega che «si tratta di una scelta maturata prima che i vertici di Sei fossero coinvolti nell’inchiesta». E lui stesso rende nota quella che sarebbe l’entità dell’investimento. «Le sensazioni che abbiamo – dice – non sono belle. Si parla di un investimento di 6-7 milioni di euro per accollarsene svariate decine di debito. Ora che è crollato il sistema bancario di riferimento, Mps e Banca Etruria, qualcuno forse ha scambiato Sei Toscana per un bancomat. Ma in quel bancomat i soldi ce li mettono i cittadini con le tariffe. Le azioni di bassa finanza, magari per salvare cooperative o società in difficoltà, non avranno il nostro avallo. Crediamo che su questa posizione possano starci i Comuni dove governiamo, a partire da Grosseto e Orbetello. E prendiamo atto che anche altri Comuni, come Follonica e Scarlino, si stanno smarcando rispetto a un’acquisizione che con le notizie a disposizione si può leggere solo in un modo». No comment invece da parte dell’assessora. «Preferisco rispondere io – dice Ceccherini – poiché su una cosa così delicata è giusto che Petrucci faccia squadra e quando parlerà lo faccia col sindaco».

Tuonano invece gli ambientalisti. «L’acquisto da parte del gestore del servizio pubblico di un impianto difficilmente utilizzabile con un debito di molte decine di milioni di euro significa scaricare sulle tariffe dei cittadini altri oneri non necessari – dicono Andrea Marciani per il Comitato Beni Comuni e Angelo Properzi per il Wwf Grosseto –. Ma sappiamo che in questo settore l’interesse collettivo è stato negato a favore dei soggetti proprietari degli inceneritori col risultato di tariffe tra le più elevate d’Italia e negando molta occupazione stabile e locale nel recupero di materie dai rifiuti. L’inchiesta ha fatto emergere rapporti molto stretti tra l’ex ad di Scarlino Energia, Maresa Caroleo con i vertici dell’Ato e non solo ha fatto emergere compensi in centinaia di migliaia di euro elargiti dalle società vincitrici della gara per attività illegittime, ma anche il fatto che gli indagati avevano concordato preliminarmente le modalità di dettaglio del bando di gara per favorire le società che su Arezzo, Grosseto e Siena gestivano gli impianti di smaltimento e gli inceneritori. Questo è avvenuto anche in violazione di norme nazionali e regionali, che prevedevano che gli impianti utili alla collettività e alla gestione del servizio fossero ceduti al gestore vincitore della gara “a titolo gratuito e liberi da pesi e gravami”. Chiediamo ai consigli comunali di reagire a difesa dei cittadini».(f.f., g.b.)

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