Il presidio
Un grammo a 90 euro Viaggio nel regno dello spaccio serale
I pusher si avvicinano a chiunque come se nulla fosse E propongono “sconti prova” per avviare al consumo
GROSSETO. Un grammo a 90 euro. Se non hai soldi ti propongono una quantità minore: 0,02 grammi a 20 euro. Se ti vedono titubante per qualche motivo, pur di spronarti e introdurti all’ambiente ti offrono pure di provare gratis. Una strisciata a costo zero per farti testare l’ebbrezza della sniffata: quasi uno sconto di benvenuto.
Capita questo sulle Mura di Grosseto dove i pusher entrano in azione come se nulla fosse approcciando chi passa. Ombre nere in tuta e scarpe da ginnastica, cappuccio calato in testa e bici appoggiata al muro, si avvicinano prima con circospezione e poi, dopo aver attentamente tastato il terreno, provano a rifilarti la cocaina illudendoti pure di farti un buon prezzo. Come fanno ad accostarsi? Succede in un lampo. «Ti guardavi intorno, si vedeva che cercavi qualcosa…», ha detto un tipo sabato sera accostando un’interlocutrice di passaggio: tanto è bastato per farsi avanti dal nulla con lei. Vederla camminare.
In un breve tratto di fortificazione, sotto la luce gialla dei lampioni, si mescolano e confondono così, specie nei fine settimana, due mondi a confronto. Torbidi spacciatori e adolescenti inquieti. Ragazzini vocianti e silenziosi criminali. Pizza e bibite accanto a polvere da inalare. Tutto mescolato, tutto vicino in toni diversi, urlati o silenziati. Uno scenario surreale e grottesco pronto a svelare il suo volto alterno con facilità estrema, in un quadrato di verde e d’asfalto.
Sono le 20,30 di sabato quando gruppi di ragazzini sparpagliati con pizza e bottiglie salgono da via Curtatone e colonizzano ogni angolo delle Mura, impossessandosi delle sedute di marmo. Alcuni sono minori e altri più grandi, qualcuno ha il cane appresso. Parecchi arrivano con bibite mentre altri - giovanissimi - arrivano con vino e vodka accompagnando il tutto con urla e schiamazzi. Salgono su e si atteggiano a grandi, bevono: 10 da una parte e 5-6 dall’altra. C’è un tipo isolato che parla da solo seduto su un cordolo d'aiuola. È più grande degli altri, età apparente circa 40 anni. Sembra fuori di testa, con voce e occhi annebbiati mentre laggiù, in un rettilineo distante 10-20 metri, del tutto immersi nel buio ci sono due tipi appoggiati al parapetto. Si scorgono nella notte perché hanno una sigaretta accesa tra le dita, e quando vedono passare una ragazza la chiamano. «Ehi». Lei prova ad andarsene ma i due attirano l’attenzione pur non volendo fare troppo rumore. «Ciao, cerchi qualcosa?». Uno di tipi (l’altro resta defilato) la raggiunge e con fare easy, da buon mercante, la butta sull’amichevole, prima timido e poi più loquace. Tasta il terreno per capire se ha davanti un “guaio” o una potenziale acquirente. La parola “cocaina” arriva di lì a poco, quasi subito.
Nulla di nuovo alla fine. Le Mura sono da sempre considerate come la piazza dei piccoli grandi affari legati agli stupefacenti; e si dimostra vero. «Lo sappiamo tutti», dicono sempre più sconfortati gli abitanti delle stradine lì sotto, borbottando nei pressi del teatro degli Industri. Ciò che stupisce è però la facilità d’approccio con cui sei avvicinato; la disinvoltura devastante, la sfrontatezza da parte di chi sa che i controlli in borghese ci sono pure (risalgono a due giorni fa le ultime due denunce) ma tanto chi se ne importa, sembrano dire. C’è un tipo che dice di avere sui 30 anni e d’essere originario del nord Africa, anche se nome e natali sono quasi certamente frutto della fantasia. È vestito con una felpa e i pantaloni di una tuta, ha le scarpe da ginnastica, il cappuccio in testa. Racconta di avere un lavoro e d’essere regolare, mentre il suo amico rimasto nell’ombra non parla bene l’italiano, è clandestino e allora «non può fare altro che spacciare. Che cosa deve fare, andare a rubare?»
La proposta d’affare e il tentativo di contrattazione sono istantanei e veloci. Il tentativo è quello di rifilare subito un grammo a 90 euro; ma si può fare anche meno scendendo con la quantità e sborsando 20 euro per 0,02 grammi, o 30 euro per 0,03 grammi e così via a salire. Che in proporzione è più costoso di un grammo. Di fronte alle titubanze la proposta è regalare una sniffata gratis pur di far cominciare; e magari ci viene infilato pure qualche invito serale, preludio di ulteriori sconti sugli stupefacenti. Nessuna confidenza a nessuno: chi fa questo lavoro può mettersi a chiacchierare quanto vuole per cercare di rifilare la roba, ma con storie rigorosamente infarcite di bugie e reticenze, nomi fasulli. Qui non si fa confidenze a nessuno. «Se ci chiedono da dove veniamo o dove andiamo la risposta è sempre: che ve ne frega?». Anche la roba non è quasi mai lì sul posto ma neppure troppo lontana: si annida nei paraggi, forse sotto le piante o nelle case usate come covo. Tutto facilissimo e veloce, basta chiedere: e se vuoi un grammo, pochi minuti e il grammo arriva, anche con brevi corse in quelle bici appoggiate nei parapetti. Di tipi così ce ne sono a bizzeffe, a quanto pare. Ti avvicinano e parlano, sorridono, escono dall’ombra; ti invitano come e calibrano le richieste d’attenzione e gli approcci. Ora fintamente amichevoli, ora fumosi e nebulosi.
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