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Grosseto

Trasparenza, una pagella da migliorare

Trasparenza, una pagella da migliorare

Fondazione Etica ha dato i voti ai Comuni: quello di Grosseto è in media per bilancio, governance, risorse umane, ambiente

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GROSSETO. Il Comune di Grosseto passato al vaglio da Fondazione Etica non ne esce troppo malconcio, ma mostra di avere ampi margini di miglioramento in termini di trasparenza.

L’analisi delle prestazioni dell’ente, comparata con quelle effettuate su altri otto Comuni capoluogo di provincia, tre del nord (Bresca, Cuneo e Parma), due del centro (Frosinone e Terni) e tre del sud (Brindisi, Potenza e Salerno), è stata presentata dalla vicepresidente di Fondazione Etica, Paola Caporossi, davanti al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli. I dati presi in considerazione - ha spiegato Caporossi - sono quelli che il Comune, per legge, deve mettere a disposizione dei cittadini in rete, sul proprio sito, in un’apposita sezione dedicata alla trasparenza. Qui il primo appunto per il Comune di Grosseto: il link della trasparenza si trova a fatica, nella home page dell’ente.

Il report di Fondazione Etica denuncia che spesso i dati sono pubblicati male, con una scarsa attenzione all’accessibilità dei cittadini e alla loro comprensione, mancano gli open-data, dati che possano essere facilmente riutilizzati, è scarsa l’informatizzazione dei procedimenti così come sono scarsi i servizi online. Grosseto ha un rating pubblico più basso di Cuneo e Parma, ma migliore di tutti gli altri Comuni presi in considerazione.

Ma il capoluogo maremmano, pur non eccellendo in nulla, resta nella media in molti indicatori. Per quanto riguarda l’area del bilancio, è al terzo posto e ha i suoi punti di forza in autonomia finanziaria, capacità di spesa e capacità di rimborsare le anticipazioni di tesoreria. Per contro, queste ultime sono un punto di debolezza, in quanto il Comune vi deve ricorrere troppo spesso per ovviare alla scarsa liquidità. Tra i punti di debolezza anche gli investimenti, troppo bassi. Quarto posto per quanto riguarda la governance, anche se con un punteggio molto superiore alla media. Il Comune raggiunge i risultati programmati e realizza le opere pubbliche che mette in cantiere. Terza posizione nell’area risorse umane, con un basso numero di dirigenti e una bassa spesa per il personale. Nella quarta area, quella del rapporto con i cittadini, Grosseto è seconda, dietro Parma. Quarto posto, invece, nell’area del rapporto con i fornitori. Qui il punteggio peggiore: poca trasparenza e anche incapacità di pagare i fornitori prima di 100 giorni. Infine le politiche ambientali: Grosseto è al terzo posto con le migliori prestazioni per densità veicolare, e qualità dell’aria.

Enrico Pizzi

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