Lite per una borsa Due pakistani riconosciuti colpevoli
FOLLONICA. Non rapina impropria e tentativo di estorsione ma esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza; non assoluzione per mancanza del dolo, come chiesto anche dall’accusa, ma...
FOLLONICA. Non rapina impropria e tentativo di estorsione ma esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza; non assoluzione per mancanza del dolo, come chiesto anche dall’accusa, ma condanna a 15 giorni per ciascuno dei due imputati.
Si è concluso così, davanti al giudice Giovanni Puliatti, il processo in cui erano impuati Khalil Ahmed Chaudhry, 45 anni, e Habeel Ahmed, 33, entrambi pakistani, per fatti avvenuti il 5 luglio 2010 a Follonica. Avrebbero aggredito un connazionale, tra l’altro deceduto poche settimane fa, portandogli via una borsa con documenti, bigiotteria e abbigliamento etnico, ricattandolo con la richiesta di 20.000 euro per tornare in possesso delle sue cose.
Sentiti gli ultimi due testimoni, la viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini aveva sollecitato un’assoluzione, mancando la prova della responsabilità. Il difensore Franco Ciullini ha avuto termini simili, sottolineando che si era trattato di una vicenda a carattere squisitamente familiare, interpretata sotto forme diverse a seconda dei punti di vista. Inoltre, la vittima aveva con sé la borsa quando era andato a fare denuncia dai carabinieri. Il giudice ha invece deciso diversamente. (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google