Il presidio
«Anche Vibralcementi rischia di non prendere un euro»
GROSSETO. Anche Alvo Gentili, legale rappresentante della Vibralcementi srl, prende posizione sulla questione Eden e sulle parole di Claudio Barbieri, legale rappresentante della Capital...
GROSSETO. Anche Alvo Gentili, legale rappresentante della Vibralcementi srl, prende posizione sulla questione Eden e sulle parole di Claudio Barbieri, legale rappresentante della Capital Communications. Prende posizione, attraverso l’avvocato Riccardo Schipani, per contestare le affermazioni di quest’ultimo.
Gentili, notati i vari passaggi societari, si dice perplesso e chiede sostanzialmente rispetto per gli imprenditori maremmani che hanno lavorato alla rinascita del locale. «Si è appreso - scrive - che il Comune ha finalmente deciso di risolvere il contratto che lo legava alla C.C. per reiterate e gravi inadempienze agli accordi presi. Nulla, peraltro, è dato sapere della sorte di quella nutrita schiera di imprenditori e artigiani locali che, a tutt’oggi, nonostante le dichiarazioni del Barbieri, nulla o quasi hanno percepito per i lavori eseguiti o per le forniture di materiali effettuate, dopo oltre due anni dalla fine dei lavori».
Schipani e Gentili ricordano le vicissitudini attraversate dai creditori che «dopo i vani tentativi di recuperare quanto dovuto, hanno incardinato una procedura per la dichiarazione di fallimento la cui discussione avverrà, pare nel gennaio 2017, presso la competente sezione fallimentare del Tribunale di Grosseto. La Vibralcementi srl, unitamente alla nutrita schiera di imprese grossetane, vanta un credito per oltre 40.000 euro di materiali forniti ed, ovviamente, fatturati, e rischia di non recuperare un centesimo».
E si chiedono come possano coesistere la programmazione delle serate alla Sala Eden, tra l’altro con un calendario nutrito ampiamente pubblicizzato, e le questioni organizzative legate alla gestione del locale, come se non fossero state prese in considerazione «le formali dichiarazioni e prese di posizione della amministrazione». «Dal danno alla beffa», aggiunge Gentili.
«Ma non si può fare chiarezza - si interroga l’avvocato Schipani - su questa vicenda che certamente non ha fatto onore alla passata amministrazione comunale ma che, almeno questo è positivo, grazie al lavoro di artigiani e imprenditori grossetani come Alvo Gentili, ha ridato dignità ed anche valore di mercato ad una struttura semi abbandonata che ha costituito una pagina di storia cittadina ?»
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