Picchia e minaccia la madre per farsi dare soldi e monili
Per due anni ha tenuto la donna sotto scacco con continue vessazioni
GROSSETO. Ha rigato diritto per più di un anno e ha anche frequentato un gruppo di auto aiuto per superare i problemi di ludopatia dei quali soffriva da tempo. E che probabilmente gli avevano fatto compiere gesti dei quali non si era nemmeno ben reso conto nel corso del tempo. Per questo un uomo di 49 anni, difeso dall’avvocato Massimiliano Arcioni, ha patteggiato una pena di due anni (con la sospensione condizionale) e 660 euro di multa.
Tutto era cominciato nell’estate di tre anni fa quando l’uomo aveva preso a maltrattare sua madre. La donna, dopo la morte del marito, era rimasta in casa con il figlio e lui quando voleva soldi, non si fermava di fronte al rifiuto dell’anziana. La picchiava, qualche volta, la umiliava. La prendeva a schiaffi e calci, quando si sentiva dire che quelle cifre non potevano essere consegnate. Una situazione che è stata poi denunciata dopo più di due anni quando la donna è arrivata allo stremo.
L’uomo aveva spesso degli attacchi di violenza, tanto da arrivare a svegliare la donna durante la notte, minacciandola di morte, strattonandola e spaccando mobili e infissi.
Scene che si ripetevano quotidianamente. L’uomo, per procurarsi il denaro che poi utilizzava spesso per giocare, ha portato via dalla sua abitazione alcuni ricordi di suo padre: un orologio e delle macchine fotografiche che sono poi state rivendute, oltre ad alcuni monili in oro che appartenevano alla donna.
Il quarantanovenne, aveva poi rivenduto quegli oggetti per ovviare al fatto che la donna si era rifiutata di dargli soldi. L’ultimo episodio che gli è stato contestato, è avvenuto sempre per i soldi: l’uomo avrebbe schiaffeggiato la donna e l’avrebbe presa a calci alle gambe per farsi dare 50 euro.
Rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia, estorsione e tentata estorsione, il quarantanovenne è stato sottoposto a perizia psichiatra nella quale gli è stato riconosciuto il vizio parziale di mente.
Per questo il gup Marco Bilisari ha deciso di applicare la pena di due anni e 660 euro di multa con la sospensione condizionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
