Il Tirreno

Grosseto

Meloni lo critica, il sindaco la invita a Capalbio

di Ivana Agostini

La leader di FdI ironizza sull’arrivo di 12 migranti invece di 50. Bellumori: «Facciamo la nostra parte»

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CAPALBIO. A Capalbio dovevano arrivare 50 migranti e invece ne arriverà una decina. La rivolta estiva della “piccola Atene”, località definita come patria dei “radical chic”, ha avuto il suo effetto. Questa sembra essere l’interpretazione data da Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia - Alleanza Nazione. Alla sinistra la leader di FdI ha rimproverato da un lato di essere favorevole all’arrivo di migranti, dall’altro di saltare sulla sedia quando questi vengono mandati vicino alle case dei vip della sinistra.

Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, ha così scritto a Meloni invitandola a visitare il borgo per rendersi conto della realtà dei fatti. Il primo cittadino ha cercato di spiegare all’onorevole la vicenda e il perché la comunità locale abbia cercato di impedire l’arrivo dei migranti. «La discussione dell’estate sull’arrivo dei profughi – scrive Bellumori – è diventata un caso nazionale. La informo che il criterio di assegnazione e di distribuzione sul territorio comunale non è stato oggetto di alcun confronto tra la Prefettura e il Comune. I condomini del complesso residenziale hanno ritenuto di agire davanti al Tar regionale per far valere alcune ragioni che riguardavano proprio il bando che prevedeva che gli immobili offerti non dovevano essere all’interno di condomini».

Il sindaco ribadisce a Meloni che il Comune ha semplicemente reclamato «la legittima volontà di essere almeno sentito e informato di queste operazioni». Per Bellumori, tutti coloro che hanno parlato della vicenda, sotto gli ombrelloni, senza un reale interesse, lo hanno fatto «in cerca di un posto al sole come papaveri».

Sulla decisione finale di non mandare più a Capalbio i 50 migranti non avrebbe però influito il fatto che si tratta di un luogo meta di vacanza vip.

«Il prefetto di Grosseto – spiega Bellumori – ha ritenuto per ragioni che nulla hanno a che fare con la presenza dei vip o di una comunità razzista che rifiuta gli immigrati, di non assegnare i contigenti previsti a tredici Comuni, fra cui Capalbio. Solo che il caso, per la Meloni, resta sempre Capalbio». Il sindaco ricorda come nel borgo non si mettesse in dubbio l’ospitalità, data la presenza di molte comunità non autoctone, ma il fatto che 50 migranti sarebbero stati, in inverno, più dei residenti.

A Capalbio arriveranno comunque dodici migranti, numero più consono alla piccola comunità. «Faremo la nostra parte – dice Bellumori – in termini di accoglienza e di integrazione». Il primo cittadino si scaglia poi a difesa della «sua» comunità. «La gente di Capalbio – dice – è gente laboriosa, solidale che ha essa stessa vissuto un processo di immigrazione negli anni della riforma agraria. Ha conosciuto il fenomeno della migrazione dall’est europeo. Ecco per tutti questi miei concittadini vorrei il rispetto che è mancato dai tanti papaveri e dai tanti della politica. Non può passare il messaggio che per colpire una parte avversa si possa calpestare la dignità di una comunità. I sindaci dei piccoli comunicercano di far fronte a necessità sempre più complesse in un generale quadro di incertezze e limitazioni della finanza pubblica. La politica del Palazzo non ci faccia passare da zerbini o peggio ancora da lacchè poiché trovo già di per sé frustrante il voler essere al servizio dei cittadini e sapere già in partenza di non poter fare molto di quanto viene richiesto o è necessario per la comunità».

Rimane da vedere adesso se Meloni accetterà l’invito.

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