Il Tirreno

Grosseto

Nove comuni del Grossetano dicono no all'Ato unico per i rifiuti

Il consiglio comunale straordinato convocato per discutere sullo scandalo dei rifiuti e la proposta di Ato unico (foto Agenzia Bf)
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Il consiglio comunale straordinato convocato per discutere sullo scandalo dei rifiuti e la proposta di Ato unico (foto Agenzia Bf)

Consiglio del capoluogo unanime contro la proposta del governatore Rossi. La zona sud avverte: "Non tolleriamo aumenti di tariffa"

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GROSSETO. Il coro del no all'Ato unico sui rifiuti ingrossa le fila per far arrivare forte e chiara la voce dei comuni della provincia di Grosseto fino a Firenze.

Il Consiglio comunale di Grosseto, riunito venerdì 25 novembre in seduta urgente per discutere delle politiche regionali in materia di ciclo integrato dei rifiuti, ha elaborato un ordine del giorno congiunto con in quale, tra l’altro, impegna la giunta ad "attivarsi presso la Regione Toscana e presso l'Ato Toscana Sud al fine di garantire una gestione decentrata dei servizi ambientali". Il documento è stato votato all’unanimità.

“Una grande giornata, una grande soddisfazione – ha commentato il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna -: la politica è stata messa da parte per lasciare spazio al buonsenso e alle ragioni dei grossetani. Ringrazio l’opposizione, ringrazio il Movimento 5 Stelle, ringrazio la mia coalizione per aver adottato un documento che unisce tutti sotto la buona stella del senso di responsabilità. Dopo questa mandato pieno che abbiamo ricevuto, da domani dovremo dialogare con il presidente Enrico Rossi con il massimo dell’impegno”.

“Un grande giorno per l’amministrazione comunale – commenta Claudio Pacella, presidente del Consiglio -: non ha vinto nessuna parte politica, ha vinto tutta Grosseto. Da oggi, inizia la battaglia democratica dalle periferie contro un accentramento che fa male solo ai cittadini. Il nostro Consiglio oggi si schiera dalla parte dei grossetani”.

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Intanto durante la mattinata si erano incontrati ad Orbetello i sette comuni della zona sud della provincia, anche loro contrari alla proposta di Ato unico e imbufaliti per i costi esosi del servizio che costringono a chiedere una tassa sui rifiuti altissima ai cittadini.

"L’Ato unica dei rifiuti rappresenta  la risposta sbagliata ai gravi problemi che sono emersi all’interno dell’Ato Toscana sud _ spiegano in una nota i sindaci e assessori di Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Pitigliano, Sorano, Manciano, Isola del Giglio, Magliano.

Durante la riunione è stato elaborato un testo base di una mozione che, con possibili integrazioni a livello locale, sarà portata all’esame dei consigli comunali e verrà inviato anche agli altri sindaci dei Comuni che fanno parte dell’Ato.

Il testo base indica una serie di richieste e di proposte come condizione per nuove linee guida per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Oltre a dire no all’Ato unica, le otto amministrazioni comunali "precisano che non verrà accettato alcun tipo di aumento dei costi sostenuti per la gestione dei servizi e degli impianti ancorchè previsti".  Inoltre chiedono "che sia avviata subito una completa verifica della rispondenza delle tariffe rispetto ai servizi assicurato, e comunque di tutti gli oneri a carico dei Comuni, da quando è satta affidata a Sei Toscana la gestione dei servizi. Tale verifica dovrebbe essere effettata da soggetto terzo indicato dall’assemblea dei sindaci".

Nel documento poi si chiede che in capo ad Ato Toscana Sud resti "la potestà e la responsabilità riguardo la progettazione e la gestione delle fasi  a valle della filiera (trattamento, smaltimento in discarica e recupero/riciclo) comprese le fasi post mortem e le bonifiche dei relativi impianti non c è il potenziamento e la conversione di eventuali impianti ridondanti in nuovi impianti, oggi assenti, per il trattamento di alcune tipologie di rifiuti, nell’ottica di una sostanziale autosufficienza a livello provinciale – come consigliato dal rapporto Anti-trust – e con obbligo di approvazione nell’assemblea dei sindaci". Se all’Ato dovranno rimanere le attività a valle, quelle a monte della filiera – secondo il documento -  e cioè raccolta, trasporto e spazzamento che dovranno essere gestite ed affidate su basi piu’ piccole e il più possibile omogenee. come indicato dal rapporto dell’Autorità per la concorrenza.

Un’altra importante richiesta riguarda il "peso" dei voti espressi dai singolo Comuni in sede di assemblea. Nel documento si chiede "una maggiore democraticità del sistema di voto e di rappresentanza delle singoli Ambito ottimali, in modo da non avere un sistema che rappresenti eccessivamente un Ambito rispetto ad un altro o un Comune rispetto all’altro". Infine si chiede che i sindaco siano informati delle conclusioni alle quali perverranno l’Anac e l’avvocatura regionale.

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