I privati finanziano il restauro delle Fonti
La prima donazione è arrivata dalla Mp Esco di Piombino, 4.000 euro: «Vogliamo legare il nostro nome al territorio»
MASSA MARITTIMA. È arrivata ieri la prima donazione destinata al restauro delle Fonti dell’Abbondanza e a fare da apripista è stata una giovane azienda piombinese produttrice di infissi.
I 4.000 euro donati sono destinati al primo step dell’intervento di restauro che riguarderà la seconda arcata della fonte massetana. «Fa piacere che un’azienda giovane abbia colto l’importanza del restauro della fonte dell'Abbondanza come monumento simbolo del territorio – ha detto l'assessore alla cultura Marco Paperini – è un segno questo di un’apertura importante: non più una visione esclusivamente legata alla provincia di Grosseto o al Comune ma quella di territorio più ampio che punta al recupero dei beni culturali patrimonio di tutta l’alta Maremma».
La donazione è stata fatta grazie al cosiddetto decreto Art Bonus, lo sconto fiscale per chi decide di investire nel patrimonio artistico pubblico italiano. Grazie al decreto coloro che effettueranno donazioni per il sostegno di alcuni beni del nostro patrimonio pubblico potranno godere di notevoli benefici fiscali sotto forma di credito di imposta. In particolare ai cittadini, agli enti o alle società che decideranno di fare del mecenatismo verrà applicato un credito di imposta pari al 65% della donazione che verrà recuperato nei 3 anni successivi. Per le persone fisiche il credito d’imposta è fissato al 15% del reddito imponibile mentre per i soggetti titolari di reddito d’impresa è riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.
A Fare la prima donazione di 4.000 euro è stata la MP Esco che ha puntato sul territorio vasto: «Siamo un’azienda in crescita e vogliamo legare il nostro brand commerciale sia alla territorialità sia all’arte – ha commentato il trentaquattrenne titolare Roberto Nali – Non dovrebbe spettare a noi essere promotori di queste attività rivolte alla salvaguardia del patrimonio artistico ma vista la situazione del paese abbiamo scelto di sfruttare questo strumento almeno sappiamo dove andranno a finire questi soldi». Sono molti i beni del patrimonio italiano dove chi vuole può decidere di fare delle donazioni e Massa Marittima è stata una pioniera.
Per rendere più efficienti le fasi del restauro sono stati decisi quattro momenti distinti. Nella prima fase saranno attuati gli interventi di restauro delle parti pittoriche relative alla seconda arcata ed il completo restauro della terza arcata, nella seconda verrà studiata un’illuminazione ad hoc, verranno poi realizzate delle protezioni con di vetri di sicurezza a camera in cristallo extrachiaro. Nell’ultimo step sarà infine realizzata la via dell’acqua, completato il percorso di visita con il superamento delle barriere architettoniche ed allestito il sistema informativo multimediale. Il tutto per un totale di 323.000 euro. E per quanto riguarda le tempistiche il primo step sarà concluso entro la metà del prossimo anno.
Per i territori montani e le aree interne è la Fondazione Montagne Italia, seguendo le disposizioni di Art Bonus, che propone un percorso di assistenza. «Il Comune di Massa Marittima è tra le realtà pioniere che proprio con Montagne Italia ha avviato lo scorso aprile la campagna a favore dell’Affresco dell’Albero della Fecondità» commenta Silvia D’Annibale della fondazione Montagne.
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