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«Arci discrimina i musulmani» Scoppia la polemica a Petricci
SEMPRONIANO. Più di un mese fa un “corvo” aveva divulgato buona parte dei documenti che erano nel computer dell’Arci. Documenti che riguardavano i richiedenti asilo accolti nella struttura della...
SEMPRONIANO. Più di un mese fa un “corvo” aveva divulgato buona parte dei documenti che erano nel computer dell’Arci. Documenti che riguardavano i richiedenti asilo accolti nella struttura della Cirinella. Ora, l’ “Arcigate” si arricchisce di un nuovo capitolo: sedici richiedenti asilo, tutti di fede musulmana, si sono rivolti all’avvocato Mauro Ricci per denunciare la responsabile della struttura. Una denuncia che è già stata depositata in Procura, dopo quella presentata qualche settimana fa dal presidente dell’Arci Christian Sensi, dopo la divulgazione dei documenti dei ragazzi.
I sedici musulmani si sono rivolti all’avvocato Ricci dopo che uno di loro era stato allontanato dal centro. Allontanamento contro il quale l’avvocato presenterà ricorso al Tar. «Noi musulmani - scrivono nella denuncia i sedici richiedenti asilo - siamo sistematicamente discriminati, in confronto agli altri ospiti della struttura, soprattutto nei confronti dei nigeriani. Ci sono delle regole da seguire nel centro, come il divieto di fumare, di bere alcolici ascoltare la musica ad alto volume o cucinare in camera. Ma queste cose non sono proibite ai nigeriani».
I musulmani che vivono nella struttura hanno protestato, uscendo dall’albergo e mettendosi davanti alla struttura. «Ma quando la responsabile della struttura ha chiamato i carabinieri - proseguono - ha fatto uscire tutti i nigeriani evitando che venissero presi i loro documenti e solo noi siamo stati identificati».
Una denuncia, quella presentata dai richiedenti asilo che ha fatto andare su tutte le furie sia la responsabile del centro che il presidente dell’Arci, Christian Sensi. «Nella struttura ci sono persone di etnie diverse - spiega - e nessuno gode di privilegi rispetto agli altri. Il nostro è un lavoro di accoglienza. È chiaro che ci siano delle regole da rispettare ma queste sono uguali per tutti. Ritengo ci siano gli estremi per la calunnia e che comunque stiamo valutando se far uscire dal programma di accoglienza coloro che ci hanno denunciato».
All’albergo Cirinella ci sono quaranta richiedenti asilo, 9 di loro sono cristiani, sette sono nigeriani mentre gli altri sono tutti musulmani. «Hanno festeggiato il pre e il post Ramadan - dice Federica Nucci, responsabile del centro - e il personale che si occupa della cucina ha cucinato per loro a orari differenti. Li abbiamo accompagnati anche alla moschea di Castel del Piano a pregare, mentre i battisti, ad esempio, hanno trovato una stanza fuori dalla struttura per le loro celebrazioni. Se c’è stata discriminazione forse è stata per gli altri ospiti della struttura e non per i musulmani. Per andare loro incontro, abbiamo anche vietato ai nigeriani di portare carne di maiale nel centro». Due versioni contrapposte, delle quali ora si occuperà la Procura se deciderà di aprire un fascicolo dopo la presentazione della denuncia.
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