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Il vivaio finisce sott’acqua «Io ho speso 50.000 euro»
Pitorsino: tanto sono costati quattro allagamenti in dieci anni a un imprenditore Domenica è accaduto di nuovo. «Quando costruiranno la Tirrenica sarà peggio»
ORBETELLO. «Una bomba d’acqua non può metterci in ginocchio ogni volta». È l’amara considerazione di Giorgio Nannini, un imprenditore orbetellano che domenica mattina ha vissuto momenti di apprensione per la sua attività che si trova a Pitorsino. La zona è stata colpita da un forte nubifragio che riversato sulla sua azienda florovivaistica, e sulle case che si trovano in prossimità della statale Aurelia, una grande quantità d’acqua proveniente dal massiccio calcareo che si trova alle spalle della Statale.
«L’acqua arriva giù con una grande velocità – dice – e porta con sé tutto coò che trova sulla sua strada». In 10 anni sono state quattro le volte che il vivaio Pitorsino, di Nannini, si è allagato. «Diamo lavoro a 15 operai – spiega l’imprenditore – e con loro ogni volta ci siamo messi a ripulire l’azienda dal fango».
Nannini ha subito, in questi anni, un danno di circa 50.000 euro per tutte le volte che si è trovato il vivaio allagato. Domenica a Pitorsino la situazione era critica, per certi versi drammatica, tanto che è stata chiusa al traffico anche la vicina Aurelia. La polizia stradale di Albinia, Grosseto e Arcidosso ha impedito che potesse accadere il peggio quando la strada si è trasformata in un fiume di fango.
Sono immagini note alla Maremma che riportano la mente al novembre 2012. «Chi in quegli istanti si trovava a transitare sull’Aurelia era in pericolo di vita – precisa l’imprenditore – Per fortuna non è successo nulla».
Nannini spiega che l’acqua che proviene dalla collina arriva da lui e nelle altre abitazioni vicine a grande velocità. Nel tempo alcune opere di regimazione sono state realizzate dalle aziende agricole limitrofe. Questo ha migliorato la situazione che però rimane sempre preoccupante. «Anas – spiega – mi obbligò a fare una fossa di decantazione prima di farmi aprire l’azienda. Il clima è cambiato – dice – è per noi ci sono sempre gli stessi disagi quando piove con forte intensità. Non si può andare avanti in questo modo».
L’acqua che arriva dal massiccio calcareo corre per arrivare alla laguna. Prima di poter sfociare nello specchio d’acqua, deve però attraversare l’Aurelia, i campi, la ferrovia, la ciclabile. «Il rilevato ferroviario fa da barriera – sostiene – ma quando realizzeranno l’autostrada, sarà peggio».
La spada di Damocle del vivaio e delle altre abitazioni è proprio la Tirrenica. «Questa nuova infrastruttura non agevolerà – dice – il defluire delle acque. Non sappiamo poi a che altezza l’autostrada verrà realizzata: sicuramente non vorranno correre il rischio di vederla allagata. Per noi sarà un disastro. A quel punto – sostiene – io dovrò pensare a cosa fare della mia azienda».
La situazione è drammatica e al momento sembra essere senza uscita. Nannini ha chiesto incontri al sindaco di Orbetello Andrea Casamenti per avere ragguagli in merito al tracciato autostradale e non solo. «Farò delle osservazioni al tracciato – conclude – basate su situazioni reali. Qui non si tratta di non volere la Tirrenica perché è brutta. Qui si tratta di considerare una zona e il suo rischio idrogeologico. Non è solo Albinia ad avere questo problema. Anche noi qui siamo a rischio».
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