«Proporremo a Mori una mostra lgbti»
Arcigay mette alla prova il presidente della Fondazione dopo lo sdegno per i suoi post ostili agli omosessuali
GROSSETO. Una mostra sui temi dell’omosessualità negli spazi dell’ex convento delle Clarisse, oggi polo espositivo del Comune di Grosseto e sede di Clarisse Arte. È la proposta che il presidente dell’Arcigay di Grosseto, Maurizio Tondi, si appresta a presentare al neopresidente di Fondazione Grosseto cultura, Francesco Mori, un po’ per proseguire le iniziative che puntualmente, ogni anno, Arcigay organizza nella sua attività di divulgazione della cultura della non discriminazione, un po’ come banco di prova del presidente Mori, travolto da critiche per le sue posizioni ostili agli omosessuali.
Mori, come è noto, sul suo profilo Facebook ha in diverse occasioni manifestato, anche con un linguaggio forte, la propria irritazione verso alcuni diritti delle persone omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuate (lgbti) e la sua nomina a capo della principale istituzione culturale cittadina ha preoccupato Arcigay.
Due giorni fa in conferenza stampa il presidente si è difeso parlando di «opinioni personali sbirciate su Facebook» e ha detto di non aver «mai dato contro le persone lgbti» ma di aver solo «dato valutazioni sulla politica e sul governo», invitando i detrattori a verificare la sua imparzialità alla prova dei fatti. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che lo ha nominato, lo ha difeso etichettando le critiche di Arcigay come «bischerate».
«Le discriminazioni avvengono anche attraverso il linguaggio e la parola scritta – replica il presidente di Arcigay Tondi – ed è compito di un’associazione come la nostra verificare che in persone che si apprestano ad avere cariche pubbliche non ci siano messaggi di discriminazione che continuano a sommare disgregazione a disgregazione in una società, come quella italiana, che sulle tematiche relative alla cultura lgtbi è ancora indietro e deve affrontare molti passaggi di conoscenza».
Tondi non ci sta a minimizzare la polemica sollevata da Arcigay per la nomina di Mori. Bruciano troppo le parole scritte da Mori su Niki Vendola, da lui definito un «sodomita» dai «porci capricci» che ha «indotto una donna in schiavitù», in merito alla scelta dell’ex governatore della Puglia di avere un figlio col compagno, e quelle su Vladimir Luxuria.
Tondi, però, rinuncia all’idea, lanciata subito dopo la nomina, di raccogliere firme per chiedere la rimozione del neopresidente dall’incarico e, di fronte alle rassicurazioni date da Mori, raccoglie l’invito.
«Se Mori lo afferma – dice Tondi – noi ci auguriamo che realmente non abbia la volontà di discriminare le persone lgbti, come ha dichiarato alla stampa. Noi come comitati territoriali Arcigay diffondiamo la cultura della non discriminazione attraverso progetti socio culturali insieme alle istituzioni e ci auguriamo che il presidente ci dimostri le sue buone intenzioni».
Come? «Chiederemo la possibilità di allestire una mostra a tematica lgbti alle Clarisse – spiega Tondi – tra fine 2016, inizio 2017, che sarà completamente a costo zero per la città, e a breve presenteremo un progetto. Per Mori potrebbe essere un modo per dimostrare il suo tangibile impegno ad accogliere anche le nostre richieste».
La mostra si aggiungerebbe a quelle organizzate finora da Arcigay con Fondazione Grosseto cultura. Tra le altre si ricordano la mostra sull’amore in tutte le sue forme, allestita nel 2013 negli spazi del Cedav, e quella dell’anno dopo a sostegno della Giornata mondiale contro omobitransfobia.
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