Si rompe un tubo e cento studenti saltano le lezioni
Protesta in piazza Dante: «L’Alberghiero è a rischio» ma la dirigenza chiarisce: danno banale, nessun crollo
GROSSETO. Tra gli alunni c’è chi se n’è andato in piazza Dante a protestare, chi negli uffici della Provincia a chiedere lumi ai dirigenti, chi a zonzo qua e là per fare quello che in gergo maremmano si dice fare salino. Tra minorenni e maggiorenni, ieri circa 100 studenti dell’Alberghiero di via Meda hanno lasciato la scuola e se ne sono andati a manifestare «il proprio dissenso sulle condizioni dell’edificio», provocando il disappunto della dirigenza.
I motivi - a detta degli alunni - consistevano nei timori per lo stato di salite dell’edilizia scolastica, in primis «un grosso buco che si è venuto a creare in un solaio» al primo piano, con annesse foto che ieri son o iniziate a circolare sul web: transenne e calcinacci prontamente fotografati e sbattuti in rete. Ma a quanto pare nella realtà dei fatti - com’è emerso andando in loco e come la scuola aveva comunicato già sabato agli studenti - il danno oggettivo consisteva nella semplice rottura di un tubo del riscaldamento, per il quale stava intervenendo la ditta incaricata dalla Provincia. Tant’è che gli stessi calcinacci erano stati provocati dagli operai che avevano forato i solai per ispezionarli. Nessun danno strutturale né pericoli o crolli: la scuola è sempre stata agibile e questo era noto. Eppure i “timori” degli studenti sono cresciuti al punto che una parte di loro (anche minorenni) ha abbandonato di prima mattina l’edificio in una sorta di sciopero organizzato che ha costretto i dirigenti scolastici a rintracciare per ore, affannosamente, le famiglie per riportarli in classe. La vicepreside Manuela Carli, che ieri guidava la scuola al posto del preside Alfonso De Pietro, non nasconde il disappunto per il caos che ne è scaturito e l’atteggiamento degli alunni (non tutti). La scuola crolla? Piovono calcinacci? Macché. «Non è crollato nulla - spiega subito lei contrariata e delusa - C’è stato solo un problema di acqua e riscaldamento come ne accadono spesso anche nelle nostre case e che hanno bisogno dell’intervento di un tecnico. Un danno normale per cui questa scuola ha fatto tutto quello che doveva per sistemarlo. Quando ce ne siamo accorti a fine settimana abbiamo chiamato subito la Provincia; pure il tecnico è arrivato subito e ha fatto un’ispezione, si è accorto della perdita d’acqua dal tubo e ha chiuso l’impianto per consentire di fare l’intervento stamani (ieri ndr). Io ho poi contattato il responsabile della sicurezza e ho fatto prudenzialmente chiudere una parte di corridoio per metterla al riparo da eventuali problemi, ma non c’erano alcuna emergenza, nessun problema di agibilità o strutturale. Se problemi ve ne sono stati, sono stati solo legati al riscaldamento chiuso in mattinata per fare i lavori, ma questo i ragazzi lo sapevano. Da qui discende la mia amarezza. Sabato hanno visto il buco di ispezione eppure hanno scelto di abbandonare la scuola e manifestare. Di cosa poi? Quando le scuole non vanno bene sono io la prima a dirlo, ma in questo caso si è trattato di un danno banale. La scuola è stata solerte a segnalarlo e la Provincia a intervenire. Spiace molto lavorare fino a sera e dare l’anima, io come il preside De Pietro, senza che venga neppure chiesta la nostra collaborazione, anzi».
Ieri mattina - alla fine - il problema reale è consistito non tanto nel danno o nell’assenza di riscaldamento ma nel fatto che i ragazzi hanno lasciato la scuola. Non tutti e 550 ma “solo” 100, un quinto del totale e sparsi a macchia di leopardo tra le varie classi. Non tutti, ma nemmeno pochi. Questi 100 ragazzi sono andati alcuni in piazza Dante, altri in altre zone del centro e tre in Provincia a parlare coi dirigenti. Parecchi erano minorenni, perciò la dirigente dalle 8,30 ha dovuto «fare centinaia di telefonate per rintracciare i genitori, molti dei quali hanno riportato i figli a scuola». È probabile che scatteranno provvedimenti disciplinari. «Nel registro elettronico abbiamo segnalato l’uscita non autorizzata - conclude Carli - la mappatura è stata fatta». Intanto ieri alle 14 c’è stato un sopralluogo congiunto tra la Provincia (con l’architetto Monica Mariotti), la ditta e i dirigenti scolastici per valutare come intervenire sulla scuola.
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