Italia
Porto di Talamone persi 300.000 euro per il progetto
Poccia: «Due anni e mezzo buttati senza arrivare a nulla» Il 15 novembre scade anche la proroga per la navigabilità
TALAMONE. Niente soldi e niente progetto. Sono queste le basi da cui riparte l’amministrazione di Andrea Casamenti per cercare di risolvere la questione del dragaggio del porto di Talamone.
Il 15 novembre scadrà la proroga per la navigabilità dell’approdo del borgo garibaldino. Il rischio è quello che il porto di Talamone chiuda. Per scongiurare quest’eventualità e riprendere le fila del discorso sull’escavazione, martedì una rappresentanza dell’amministrazione comunale composta dal sindaco Casamenti, Luca Teglia presidente del consiglio, Roberto Berardi, assessore ai lavori pubblici, Ivan Poccia, consigliere delegato al demanio e diportismo, ha incontrato la Capitaneria di porto, i concessionari e la Regione Toscana. «Un incontro che ci ha soddisfatti se non altro per la disponibilità delle parti in causa - dice Poccia - Rimane in rammarico che la precedente amministrazione abbia buttato via 2 anni e mezzo senza arrivare a nulla». Allo stato attuale i 300.000 euro che la Regione Toscana aveva messo a disposizione per il progetto del dragaggio non ci sono più. Erano subordinati a un accordo fra il Comune di Orbetello e i concessionari che però non c'è mai stato. Di conseguenza, non ci sono si soldi e non c'è nemmeno un progetto. Quello che c’è è la caratterizzazione dei fanghi, eseguita dai privati, che, unica nota positiva, ha dimostrato che non si tratta di materiale inquinato. «Il problema più difficile da risolvere è quello di dove mettere il materiale che verrà dragato dal porto» spiega Poccia. Le soluzioni potrebbero essere o di utilizzarlo per il ripascimento e portarlo alla spiaggia della Puntata ma questo sembra che creerebbe una torbidità eccessiva delle acque oppure creare delle casse di colmata. Il quesito da risolvere è: dove fare queste casse? Il lavoro da fare è molto e il tempo sembra essere poco anche perché la situazione dei fondali mese dopo mese non va certo migliorando.
«Verrà istituito un comitato tecnico - dice Poccia - per decidere le strade da intraprendere. Nel frattempo abbiamo fatto il punto e abbiamo trovato anche la disponibilità della Capitaneria nel venirci incontro». Il porto di Talamone, quindi, non sarà interdetto alla navigazione ma le proroghe che saranno concesse dalla Capitaneria saranno date «passo dopo passo - precisa il consigliere - Di volta in volta, perciò, il Comune presenterà lo stato dell’arte, quello che sta facendo concretamente per arrivare al dragaggio e di conseguenza otterrà la proroga. Ora dobbiamo lavorare per recuperare le risorse - conclude - e accelerare l’iter per l'escavazione».
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