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Grosseto

LE REAZIONI a SORANO

Paese ferito ma non stupito «Le voci giravano da tempo»

SORANO. Ieri mattina, quando i carabinieri sono andati a bussare alla porta di Luca Mastropietro, per portarlo al carcere di Grosseto e per notificare alla sua compagna Alessia Morettoni l’ordinanza...

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SORANO. Ieri mattina, quando i carabinieri sono andati a bussare alla porta di Luca Mastropietro, per portarlo al carcere di Grosseto e per notificare alla sua compagna Alessia Morettoni l’ordinanza di custodia cautelare con la quale veniva messa ai domiciliari, a Sorano nessuno si è stupito più di tanto. Perché nonostante il tentativo di depistare le indagini e la poca voglia, da parte dei protagonisti della vicenda, di parlare con i carabinieri e con il sostituto procuratore Marco Nassi, nel borgo medievale le voci giravano per finire tutte in un direzione. «Già dal giorno dopo era tutto un parlare di questa vicenda - dice ora il vice sindaco Pierandrea Vanni - anche se ovviamente nessuno poteva pensare che le cose stessero davvero così. La comunità intera, dopo il ricovero e la morte di Claudio, ha sperato davvero che fosse caduto da solo e che nessuno gli avesse fatto del male».

L’amministrazione comunale, per bocca della sindaca Carla Benocci, aveva chiesto che su quell’episodio si facesse velocemente chiarezza. E i carabinieri che hanno svolto le indagini, quelli della stazione di Sorano insieme ai colleghi del reparto investigativo di Grosseto, non hanno lasciato alcuna strada intentata, ascoltando decine di persone. «I risultati dell’indagine sono questi - dice Vanni - ora però è necessario andare avanti con la stessa cautela. Non si fanno processi pubblici, ma si aspetta il pronunciamento del tribunale». Quando la notizia dei due arresti è arrivata in paese, in pochi sono rimasti stupiti. Soprattutto per quanto riguarda la posizione di Mastropietro. La sera che è scoppiata la lite Claudio Carrucoli era a cena con lui e con un altro amico. «Li avevano visti insieme in pizzeria - spiega Vanni - e quando Claudio ha scritto quel post su Facebook dicendo che era stato aggredito da qualcuno che però non conosceva, le voci avevano cominciato a girare».

Ora, dopo i due arresti, resta un senso di vuoto nella comunità. «Quando Claudio è morto tutto il paese si è stretto attorno alla sua famiglia - dice Vanni - e quella perdita ci ha provocato un grande dolore. Ora ci sono altre due famiglie che stanno vivendo un altro dramma. C’è grande amarezza e grande tristezza a Sorano per quello che è successo. Confidavamo nella giustizia e ora dobbiamo continuare a farlo, soprattutto quando si aprirà il processo». L’epilogo dei due arresti, nel borgo, era stato dato per scontato. La richiesta delle istituzioni era quella di fare chiarezza e i carabinieri sono arrivati alla conclusione del puzzle. (f.g.)

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