Il Tirreno

Grosseto

Strumenti 2.0 per esplorare l’antico bastione Santa Barbara

di Andrea Capitani

Monte Argentario: un esame georadar, sonde e telecamere studiano i meandri del monumento A breve una gara per portare avanti il progetto e capire se la rocca potrà ospitare un museo

2 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. Bastione Santa Barbara, si sblocca il progetto di rivalutazione per il paese vecchio di Porto Ercole.

L’esame georadar effettuato recentemente ha evidenziato delle zone interne che andranno studiate in maniera più approfondita per poter entrare all’interno delle mura.

Il prossimo passo sarà quello di fare un carotaggio nel parte superiore del bastione, inserendo poi una telecamera per vedere cosa si trova all’interno.

Se dovessero verificarsi le giuste condizioni, quindi, si passerà a un’indagine archeologica, andando fisicamente all’interno delle camere del bastione.

«Abbiamo già i permessi della Guardia di Finanza, del Demanio e della Soprintendenza di Siena per entrare - sottolinea il delegato al progetto Antonio Sabatini - Bisogna adesso fare una gara ad evidenza pubblica per individuare una ditta che farà il lavoro. Andrà tolto il terreno presente sopra il bastione, dopodiché sarà fatto una buco al cui interno andrà una sonda. In questo modo si potrà rilevare quello che c’è dentro. Abbiamo anche acquisito i permessi per fare un’ispezione, qualora si verificassero i requisiti per entrare». L’obiettivo, dunque, è quello di vedere cosa è presente all’interno di un bene importante, oltre a quello di recuperare la storia di Porto Ercole.

«Nel progetto che abbiamo presentato - aggiunge Sabatini - è presente anche un ascensore trasparente a vetri per collegare il lungomare con il paese vecchio, che incrementerebbe le visite turistiche in questa zona senza il disagio della lunga scalinata presente, che attualmente è la sola via - per chi va a piedi - per passare dal parte della marina a quella della parte superiore di Porto Ercole, abbattendo anche una barriera architettonica importante». Al termine delle indagini il bastione conterrebbe poi un museo della storia, dei mestieri e delle arti».

La storia dell’Argentario parte inoltre già dall’uomo di Neanderthal, con gli scavi ormai noti all’interno della grotta di Cala dei Santi, arrivando fino ai senesi.

«C’è anche la storia legata ai mestieri ma anche quella del Caravaggio, il cui progetto è però stato spostato all’ex asilo Ricasoli. Impossibile, al momento, fare comunque previsioni sui tempi e sui costi: tutto dipenderà dall’esito delle prossime indagini. «Tra poco, per iniziare - conclude Sabatini - al paese vecchio verranno installati nuovi cartelli con informazioni storiche. Questo è il punto di partenza per un progetto molto complesso per il recupero del borgo antico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera