Il Tirreno

Grosseto

Il parroco di Aleppo oggi in città

Il parroco di Aleppo oggi in città

La diocesi gli consegnerà i soldi raccolti per la popolazione bombardata

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSTO. Dall’appello per Aleppo alla visita in Italia. Padre Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità latina ad Aleppo, nella Siria dilaniata dalla guerra, da pochi giorni è riuscito a raggiungere l’Italia per toccare varie città, da Milano a Napoli, e raccontare quel che sta accadendo ad Aleppo, le drammatiche difficoltà nelle quali la popolazione vive, sotto i bombardamenti, la paura, lo sconforto, il dolore, ma anche l’impegno della comunità cristiana a non arrendersi.

I frati francescani continuano quotidianamente nel loro servizio per la gente e tra la gente, condividendo con loro le avversità, ma cercando anche di far sì che soprattutto i giovani e i bambini possano continuare a trovare nella parrocchia di san Francesco un luogo di ristoro, di amicizia, di fraternità.

Stamattina padre Ibrahim farà tappa anche a Grosseto. Sarà una visita veloce, ma molto importante per rinsaldare il legame di affetto costruito con Aleppo in questi anni.

Alle 11 il sacerdote presiederà la messa nella parrocchia della Santa Famiglia, in via Unione Sovietica, offrendo la sua testimonianza. Durante la celebrazione, don Desiderio Gianfelici, vicario generale della diocesi di Grosseto, consegnerà a padre Ibrahim a nome del vescovo (impegnato a Pistoia coi giovani dell’Unitalsi) e di tutta la Chiesa di Grosseto quanto raccolto grazie alla lotteria “Una luce per Aleppo”, che ha permesso di mettere insieme oltre 28.000 euro, grazie alla generosità di tantissime persone.

Chi vorrà potrà partecipare alla messa, salutare padre Ibrahim e condividere, nella preghiera, il dramma della popolazione di Aleppo, per chiedere a Dio di sostenere la fede e la speranza della comunità cristiana, affinché continui ad essere seme di carità per tutti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera