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Maremà, in 30.000 all’inaugurazione
Igd, la società che ha realizzato la cittadella: «Risultato straordinario, superiore alle aspettative»
GROSSETO. La Maremma lascia di stucco l’Emilia-Romagna. Neppure le migliori aspettative dei manager di Igd, la società ravennate che ha realizzato Maremà – la cittadella dello shopping inaugurata giovedì al Commendone – si erano spinte fino al traguardo raggiunto. Nel giorno del taglio del nastro, il centro commerciale è stato visitato da trentamila persone. Trentamila. «È un risultato che supera le attese più rosee» commenta Fabrizio Cremonini, responsabile marketing di Igd.
Adesso l’obiettivo é: tenere botta, si direbbe sulla costa romagnola; cioè acquisire un buon ritmo nel via vai di visitatori quando la curiosità che accompagna tutti i debutti si sarà, naturalmente, esaurita.
Il fiato si può tirare, nonostante i venti di crisi che continuano a soffiare; dietro l’angolo c’è un altro buon viatico per Maremà: le spese natalizie. Tant’è che lungo i vicoli del centro storico e in zona Casalone c’è già chi sente correre i brividi lungo la schiena, temendo gli effetti dello scippo dell’ormai pressoché unica occasione annuale di incasso.
Che il commercio cittadino rischi per la concorrenza potenzialmente inflitta dall’esordiente Maremà, lo testimonia il ricorso che Confcommercio, l’associazione che tutela i piccoli negozi di vicinato – «grande patrimonio dei centri cittadini», a detta di tutti – ha presentato contro una variante urbanistica che avrebbe permesso al nuovo centro commerciale di assicurarsi cinquemila metri quadrati in più rispetto a quanto inizialmente pattuito. Vedremo.
Intanto, Igd, società quotata in Borsa e nata dal patrimonio immobiliare di Coop Adriatica e Unicoop Tirreno, ha il suo bel d’affare: deve mantenere vivo l’interesse intorno alla nuova maxi struttura commerciale e radioso l’appeal di Maremà. Come? Progettando «Una serie di eventi – annuncia Cremonini – che possano fidelizzare i clienti, una volta esaurita la curiosità dell’esordio». Non si può fare altrimenti – di necessità, virtù – dato che il punto vendita è per Unicoop Tirreno il più importante investimento degli ultimi anni: 110 milioni di euro compresi gli interventi sulla viabilità.
Intanto, le sorprese non sono finite. È già partito il toto-marchio per individuare il brand del fitness che aprirà una grande palestra accanto a Decathlon. C’è chi dice che si tratti della piombinese Morphé, ma non ci sono conferme ufficiali. Poi sta per sbarcare la catena dell’hamburgheria “America Graffiti”, di cui nel giorno dell’inaugurazione non c’era ancora traccia.
Resta solo da capire – esperti, fatevi avanti – che significhi per Grosseto 30.000 persone per il taglio del nastro di un centro commerciale: è finita la crisi?
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