Il Tirreno

Grosseto

Maltrattamenti all’asilo Fascicolo verso la chiusura

di Pierluigi Sposato
Maltrattamenti all’asilo Fascicolo verso la chiusura

Fine indagini per due educatrici e l’altra titolare, non raggiunte all’epoca da misure Le altre tre indagate compariranno a breve davanti al giudice per i patteggiamenti

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GROSSETO. Il fascicolo relativo ai presunti maltrattamenti nei confronti dei bambini del nido d’infanzia, è praticamente giunto alla conclusione. Mentre nel giro di poche settimane si terrà l’udienza in cui il giudice dovrà valutare la congruità dei patteggiamenti chiesti in corso di indagine per le tre insegnanti messe a suo tempo (aprile scorso) agli arresti domiciliari e poi tornate in libertà in tempi differenti, la sostituta procuratrice Arianna Ciavattini ha inviato qualche giorno fa l'avviso di fine indagini alle altre tre persone coinvolte nell’inchiesta della polizia di stato e non raggiunte da misure cautelari.

Per Manuela Seggiani, socia della snc, per Costanza Mori e per Alessia Berti, educatrici, le ipotesi di accusa non sono differenti da quelle formulate per Azzurra Marzocchi, l’altra titolare, per Lisa Marconcini, insegnante, e Pierina Tinti, la cuoca: maltrattamenti e abbandono di minore, tutte e sei in concorso tra loro, per episodi che sarebbero avvenuti tra il dicembre 2013 e l’aprile 2016. Formalmente, le condotte contestate sono identiche, e cioè gli strattoni, gli atti violenti per far mangiare i bimbi, i buffetti e gli schiaffetti sulle mani, sulla testa e sul viso, l’aver rinchiuso al buio i bambini nella stanza dormitorio, lasciandoli in lacrime, da soli, urlando verso di loro e insultandoli. Il “metodo azzurriano”, come era stato definito dagli inquirenti.

In realtà, gli episodi sono di qualità e quantità inferiore e questo del resto è il motivo per il quale nei loro confronti all’epoca la magistratura aveva scelto di non adottare alcun provvedimento cautelare. Non risultano - negli atti di indagine e nei video registrati dalle tre telecamere finora messi a disposizione delle tre indagate “semplici” - quegli episodi di alimentazione forzata dei bambini nel salone da pranzo che avevano destato anche un’impressione maggiore. Per Mori e Berti la polizia di stato e le immagini avevano parlato di strattoni nel salone, di abbandono nel dormitorio, di strattoni e insulti, di lievi costrizioni fisiche. Una posizione defilata anche per Seggiani, che risulta a conoscenza di un episodio di abbandono nella sala dormitorio e che comunque, anche se in servizio prevalentemente negli uffici amministrativi e nella cucina dell’asilo, condivide con Marzocchi la responsabilità della titolarità dell’attività (la società è ormai da tempo inattiva).

Adesso le ultime tre indagate potranno chiedere di essere interrogate o potranno inviare memorie (anche aggiuntive, perché almeno una risulta già depositata) al pm, che deciderà poi sull’esito. Nel frattempo, verosimilmente, si sarà già conclusa la vicenda per Marzocchi, Marconcini e Tinti e dunque il fascicolo per Seggiani, Mori e Berti sarà trattato in una circostanza diversa, e comunque da un altro giudice. Nel patteggiamento non potranno entrare - a causa della scelta del rito - le parti offese, cioè i genitori (una trentina) dei bambini che frequentavano l’asilo e che tramite il loro legale si erano opposti alla richiesta di applicazione della pena per Marzocchi, ritenendo troppo bassa quella di 1 anno e 6 mesi (con la concessione del beneficio della sospensione) di cui erano venuti a conoscenza al momento in cui la titolare aveva chiesto la revoca dell’obbligo di dimora. Un calcolo sulla cui congruità sarà il giudice a esprimersi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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