Il presidio
«I sindacati pensano solo alla carriera»
Cinigiano, dura replica del Comune alle richieste di sei dipendenti sulle progressioni. Il 4 novembre assemblea del personale
CINIGIANO. Continua la maretta fra sei dipendenti del comune di Cinigiano rappresentati dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e l’amministrazione.
«Non sono ammissibili progressioni di carriera indifferenziate», chiarisce l’amministrazione comunale di Cinigiano dopo lo stato di agitazione proclamato dai sindacati della funzione pubblica del Comune dove sei dipendenti minacciano addirittura lo sciopero perché il «presidente di parte pubblica ritiene che il 50% del personale debba essere estromesso a priori dalla progressione economica, in spregio ai principi della meritocrazia».
«Alla base della rivendicazione sindacale c’è una richiesta- chiosa il Comune - quella di attivare una progressione di carriera uguale per tutto il personale». Il Comune si rammarica che «non si discute, dunque, delle modalità di organizzazione dei servizi ai cittadini e neppure degli effetti legati a processi di innovazione o di dimensionamento dei Comuni: i sindacati chiedono che tutti facciano carriera senza distinzioni di merito e di funzioni».
Il Comune contesta duramente «l’egualitarismo strutturale» e invita invece i sindacati a «ricercare la valorizzazione delle diverse capacità del personale del Comune, riconoscere disponibilità e competenze e richiedere il riconoscimento proprio di queste differenze da parte del datore di lavoro. In questi anni, con questo spirito, e nel rispetto delle norme previste in materia di pubblico impiego, abbiamo cercato, nei limiti delle disponibilità economiche, di utilizzare al meglio tutti gli istituti premianti e motivazionali del personale previsti dall’ordinamento giuridico. Questo è quello che vogliamo continuare a fare».
Sempre l’amministrazione cinigianese, ricordando che l’automatismo dello scatto di anzianità è da tempo scomparso, rammenta pure che la stessa «Corte dei Conti ha riconfermato che non devono ottenersi aumenti di retribuzione per effetto del mero trascorrere del tempo ma solo a seguito di una procedura necessariamente selettiva sulla base di criteri individuati preventivamente». Insomma niente «progressioni generalizzate», ma individuazione di «una quota dei dipendenti che possono essere promossi per ogni volta che, nel corso del tempo, si decida di destinare le risorse disponibili al finanziamento di questi aumenti di qualifica».
Le posizioni, insomma, fra sindacati e amministrazione restano distanti. Intanto i sindacati hanno indetto l’assemblea del personale per il prossimo 4 novembre, giornata in cui qualche nodo dovrebbe essere sciolto. Altrimenti si promettono forme di lotte più incisive.
Fiora Bonelli
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